Carnevale: da sempre sagra di travestimenti e licenziosità. Voglia di
trasgredire e di evadere dalla propria identità trovano campo libero in
un'ilarità collettiva.
rallegrarsi non è in sé deprecabile, ma da dove proviene l'euforia del
carnevale? Quali concetti e valori esso porta?
Nell'antica Roma si celebravano i Saturnali, riti che accompagnavano la
semina dei campi, finchè gli dei degli inferi e gli avi defunti
sprigionassero la fertilità della terra. Questi spiriti venivano "fatti
rivivere", personificati, indossando una maschera. Gli "dei sotterranei"
erano poi omaggiati mediante la rappresentazione del "mondo sottosopra",
con il sovvertimento di ogni regola sociale ed etica, delle gerarchie,
che permetteva il dileggio di padroni e governanti.
Su tale scia, il Carnevale esalta uno scherno dissacratorio opposto alla
Parola di Dio, che insegna a pregare "...per tutti quelli che sono
costituiti in autorità.." (I Timoteo 2:1-2).
Esso resta erede di una festa protesta alla volgarità, all'ambiguità
spirituale e morale, contraria al Regno di Dio, che "è giustizia, pace e
gioia nello Spirito Santo" (Romani 14:17).
Qualunque sia la maschera che ti nasconda, confessa a Dio il tuo bisogno
di realizzare che Cristo è risorto, lasciando che il Signore faccia di
te la persona che Egli vuole tu sia.
Da
Adi-media del "5 febbraio 2009"
Prossimo speciale