La vita eterna! Chi dirà la portata infinita di queste due parole?
La vita dell'uomo è effimera, piena di sofferenze e di delusioni; l'avvenire che si apre davanti ai suoi passi è tanto tenebroso e temibile che nessuna domanda potrebbe superare in importanza quella rivolta a te lettore sulla base del verso in Giovanni 3:36: "Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio, non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su lui."
Possedere una vita al di là degli attacchi del peccato e della morte, partecipare alle gioie della casa del Padre, alla felicità eterna della presenza e della gioia di Colui alla cui presenza ci sono gioie e sazietà (Salmo 16:11); per una creatura colpevole e degna del giudizio di Dio, non può esserci felicità più grande, sorte più invidiabile!
"Beati quelli che abitano nella tua casa e ti lodano sempre... che si saziano dell'abbondanza della tua casa" (Salmo 84:5 - 36:8)
Come ottenere questa sorte ineffabile? Come godere di questa vita eterna?
Il Figlio di Dio, sceso quaggiù per darcela, ci risponde egli stesso: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16)
Ogni uomo è nato peccatore e, di conseguenza è perduto. Per questo Gesù scese dal cielo e portò sulla croce il giudizio da noi meritato, a causa della nostra disubbidienza, perchè la perdizione eterna, che doveva essere la nostra sorte, fosse sostituita dalla gioia e dalla benedizione della sua presenza. Per mezzo della sua morte, noi che abbiamo creduto abbiamo la vita, la vita per sempre!