Ci
sono molte persone che fino all’ultimo
momento della propria vita non hanno
creduto in niente, tanto meno in Dio.
Per loro il paradiso e l’inferno erano
riscontrabili in questa vita.
Eppure
durante la celebrazione del loro
funerale sentiamo dire: “Il fratello
Tizio è stato accolto in paradiso!”
Ma non è
un pò contraddittorio il fatto che
invece alla fine della funzione ci venga
ricordato di pregare per la sua anima? A
quanto pare molti di essi (in special
modo nel periodo della loro
commemorazione, cioè i primi di
novembre) grazie ai suffragi
acquisterebbero le indulgenze necessarie
per poter lasciare il purgatorio ed
esser quindi assunti in cielo. E poi non
capisco proprio come un uomo, un
sedicente cristiano, che quindi dovrebbe
esser a conoscenza del Vangelo, possa
pensare di poter raggiungere la vita
eterna dopo la scadenza dell’unica e
sola possibilità che viene offerta ad
ognuno di noi: condurre una vita terrena
guidati dalla fede in Gesù!
Molti
altri cristiani difendono il loro
perbenismo a spada tratta: “Noi non
rubiamo, non ammazziamo…”.
Ma il non
dire falsa testimonianza si trova nella
stessa lista del non ammazzare! Quante
false dichiarazioni si fanno, quante
bugie, quanta incredulità e idolatrie di
vario genere, con un morboso
attaccamento alla vita materiale.
Quando
Gesù era sulla terra molte persone
vennero a lui per presentargli le loro
richieste. Quasi sempre erano di natura
materiale: lebbrosi che volevano
guarire; ciechi che volevano
riacquistare la vista; un altro
desiderava aiuto per una lite
riguardante un’eredità, altri sapere se
era giusto pagare le tasse…
Furono
poche le persone che si rivolsero a lui
per chiedergli come potessero essere
salvate.
Un
giovane, ricco osservante dei Dieci
Comandamenti, gli chiese se era a posto
per il paradiso, altri domandarono una
lista di buone opere da fare per
guadagnarsi l’eternità (moltissimi
optarono per digiuni e funzioni varie).
Ma
Gesù le bocciò tutte “...e chiamato
a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro
e disse: se non cambiate e non diventate
come i bambini, non entrerete nel regno
dei cieli” (Mt. 18:2-3).
Uomini
che si appoggiano sulle loro ricchezze,
sul loro buon senso, sulle loro funzioni
religiose, etc., non devono far altro
che credere come un piccolo fanciullo,
ravvedersi da ogni peccato per divenire
semplici come un piccolo fanciullo,
annullare ogni prospettiva di acquisire
dei meriti con i propri sforzi e
abbandonarsi al Padre; piccoli e
indifesi come lo è un piccolo fanciullo.
Andare
a Gesù, chiedere perdono per i propri
peccati e essere lavati dal Suo sangue,
solo questo ci apre la porta per il
cielo.
E non vi
illudete “…i codardi, gl’increduli, gli
abominevoli, gli omicidi, i fornicatori,
gli stregoni, gli idolatri e tutti i
bugiardi, la loro parte sarà nello
Stagno ardente di fuoco e di zolfo, che
è la Morte Seconda” (Apocalisse 21:6).
Dopo la morte non ci sono sconti di
pena: “Chi ha il Figlio ha la vita; chi
non ha il Figlio di Dio, non ha la vita”
(1Gv. 5:12).
Se non
sei diventato cristiano da vivo, non lo
diventerai certo da morto.
Una
preghiera per te:
“Signore,
oggi ho letto che posso
venire in
paradiso accettando
il
sacrificio di tuo Figlio.
Vorrei
essere con te un giorno.
Salvami
dall’inferno che merito giustamente per
le mie colpe.
Nel nome
di Gesù. Amen!
Prossima meditazione