(Gesù disse:) "Io
sono la porta; se uno entra per me, sarà
salvato"
(Giovanni 10:9)
IN
UN VICOLO CIECO?
Per mettere il suo
insegnamento alla portata di tutti, Gesù lo
illustrava con degli esempi tratti dalla vita di
tutti i giorni o parlando di oggetti d'uso
corrente: la lampada, il sale, la strada, il
chicco di grano, il pane ecc.
Il nostro Signore
indica se stesso come la porta, quella che
introduce nella vita e che sbocca sul cielo. Per
accedervi, occorre necessariamente passare da
Lui. Questa porta è stretta, non vi si può
entrare in gruppo, ma riconoscendo ciascuno le
proprie colpe. Per tutto il tempo che essa
rimane aperta, la grazia divina è offerta a
tutti quelli che vogliono attraversarla
umilmente. Tuttavia il tempo incalza, presto
questa porta sarà chiusa e nessuno potrà
aprirla.
Il Signore Gesù
vuol liberarci dal peccato; in questo senso,
la porta è uno sbocco, un mezzo per fuggire, per
proteggersi, una salvaguardia. Cristo è, per il
credente, sia l'accesso al Padre sia la sua
protezione contro il male.
Egli dichiara: "Io
sono la porta", l'unico mezzo per uscire dalle
situazioni più disperate. Ci agitiamo spesso nei
nostri problemi irrisolti: coniugali,
famigliari, sociali. Abbiamo provato ad andare
al Signore così come siamo? Egli è all'altezza
d'ogni situazione. Però, quello che desidera
innanzi tutto, non è risolvere il nostro
problema, ma riceverci, perchè ci ama. Lo ha
dimostrato dando se stesso. Vuole perdonare i
nostri peccati e prendersi cura di noi per
sempre.
da Edizioni il messaggero
cristiano
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