Dio ha
tanto amato il mondo che ha dato il
suo unigenito Figlio,affinché
chiunque crede in lui non perisca,ma
abbia vita eterna.
"Io non vi
mostrerò un viso accigliato, perché
io sono misericordioso",dice
l'Eterno... "Soltanto
riconosci la tua iniquità".
(Giovanni 3:16 - Geremia 3:12,13)
Testo: Giovanni 5:1-15
Era festa a Gerusalemme. La gente
non si preoccupava assolutamente del
gran numero di malati e d'infermi
che, non lontano da lì, gemevano ed
aspettavano la guarigione. Il mondo
va così: la gioia rumorosa passa
accanto alla sofferenza e alla
miseria. Gesù sta salendo a
Gerusalemme e va verso quelli che
soffrono.
Si avvicina ad un infermo e gli
chiede: "Vuoi essere guarito?".
Perché questa domanda? Gesù non
impone la sua grazia. La offre a chi
riconosce di averne veramente
bisogno. E quest'uomo riconosce:
"Non ho nessuno che mi aiuti".
Riconoscere la propria colpevolezza
davanti a Dio e fare affidamento
solo su di lui per essere salvato,
ecco quello che Dio chiede ancora
oggi ad ogni uomo. Gesù gli dice:
"Alzati, prendi il tuo lettuccio e
cammina". Forse, al posto di
quell'uomo, noi avremmo detto: "Come
puoi chiedermi questo? È proprio
quello che non posso fare". Il
malato non si mette a ragionare.
Crede la parola di Gesù. Si alza e
cammina.
Amico, questa domanda si rivolge
anche a te: "Vuoi essere salvato?".
Non hai nessuno che possa
soccorrerti, ma Gesù si avvicina a
te e ti offre la salvezza. Non
esitare. Credi nella sua parola,
credi in Lui e sarai salvato.
In nessun altro è la salvezza;
perché non vi è sotto il cielo
nessun altro nome che sia stato dato
agli uomini, per mezzo del quale noi
dobbiamo essere salvati.
C'è un solo Dio e anche un solo
mediatore fra Dio e gli uomini,
Cristo Gesù uomo, che ha dato sé
stesso come prezzo di riscatto per
tutti.
(Atti 4:12 - 1 Timoteo 2:5-6)
Un giovane di nome Giacomo
giaceva in un letto d'ospedale,
gravemente ammalato. Aveva quindici
anni, ma sembrava che ne avesse non
più di dodici. Una volta la
settimana riceveva la visita di una
vicina che gli portava piccoli doni
e parlava con lui. Questa persona
aveva imparato a conoscerlo un po':
sapeva che gli piacevano molto le
storie. Così cominciò a raccontargli
la meravigliosa storia di Gesù.
Settimana dopo settimana, ella gli
raccontò e gli lesse il Vangelo.
Un giorno, ella trovò Giacomo tutto
sorridente e gli chiese: "Oggi sei
contento?" "Oh sì! Sapevo di essere
perduto, ma non sapevo in che modo
essere salvato. Pensavo di dover
fare delle penitenze e tutte le cose
della religione... Ma come potevo
farle io che sono così malato?
Sapevo che Gesù era necessario, ma
ho capito ieri che Lui è
sufficiente, non ho bisogno
d'altro!"
Nei nostri paesi che si definiscono
cristiani, molti pensano che Gesù
sia necessario, perché è l'unico
Salvatore. Ma quanti sono convinti
che Gesù sia sufficiente? Il perdono
dei peccati non lo si ottiene con
pratiche religiose e con sacramenti,
ma solo per mezzo di Gesù Cristo e
con la sua opera alla croce.
Sì, Gesù è necessario e sufficiente.
Ubbidienza, comportamento onorevole
e "opere buone" sono semplicemente
le conseguenze del nostro amore per
Lui, in cambio di quello che ha
fatto per noi.
"Che
devo fare per essere salvato?"
"Credi nel Signore Gesù e sarai
salvato".
(Atti 16:30-31)
Il dottor Rawlings, specialista di
medicina cardiovascolare negli Stati
Uniti, aveva spesso curato e visto
morire ammalati gravi. Si era
abituato poco a poco alla morte
ineluttabile e ci pensava il meno
possibile. Un giorno dovette curare
un postino, gravemente malato di
cuore. Ogni volta che si credeva che
dovesse morire, il medico e i suoi
assistenti lo rianimavano. Allora
l'uomo si metteva a gridare: "Sono
nei tormenti! Non fermatevi!" E
tutto il suo corpo tremava.
Dopo parecchie crisi simili, il
malato chiese al medico:
- Come posso sfuggire a questi
tormenti?
- Penso che debba rivolgersi a Gesù
Cristo.
- Ma come fare? Non so pregare.
Preghi lei per me!
Colpito dalla disperazione del suo
paziente, Rawlings si mise ad
invocare Dio, che lui stesso aveva
così sovente dimenticato.
Lo stato del paziente cominciò a
stabilizzarsi, ma fu il dottore ad
interrogarsi. Le domande sull'aldilà
si affollavano nella sua mente.
Che cosa c'è dopo la morte? Perché
il suo paziente era tanto
tormentato? Gesù poteva dare la
pace?
Cercò la sua Bibbia e trovò la
risposta alle proprie domande. Capì
qual era l'ostacolo insormontabile:
la sua colpevolezza davanti a Dio.
Ma, avanzando nella lettura,
realizzò che quel Dio di cui aveva
paura, gli offriva il suo perdono.
Il Signore Gesù Cristo si era fatto
carico di tutti i suoi peccati. Così
il medico scettico ed il postino
morente accettarono entrambi il
Signore Gesù come loro Salvatore.