Io e le mie
sorelle siamo
cresciute nel
terrore e nella
sofferenza, non
mancavano le
difficoltà
economiche
legate
soprattutto alla
cattiva gestione
dei soldi da
parte di mio
padre.
Quasi ogni
giornata
terminava con
lui che urlava
rompendo tutto
ciò che aveva
tra le mani, e
la mia mamma che
piangeva chiusa
in bagno.
Un giorno, però,
è arrivato il
messaggio del
Vangelo in casa
nostra ed è
iniziato a
splendere il
sole anche per
noi! Si sono
convertiti
entrambi i miei
genitori al
Signore. Vedere
mio padre
piegarsi davanti
al Signore mi
sconvolgeva: ho
cominciato pian
piano anche io
ad avvicinarmi
al Signore fino
a che, all’età
di 16 anni, L’ho
accettato nel
mio cuore come
il mio personale
Salvatore!
E’ stata
l’esperienza più
bella della mia
vita, o meglio,
l’esperienza che
ha dato senso
alla mia vita!
Tutto era
bellissimo: il
Signore mi
parlava con la
Sua Parola, mi
benediceva,
provvedendomi
tutto ciò che
desideravo! Ho
conosciuto la
pace profonda
del cuore e il
vero Amore.
Soprattutto
apprezzavo la
serenità che
pian piano si
stava
trasferendo a
casa nostra!
Purtroppo questa
serenità fu solo
un ospite
temporaneo in
quanto, dopo
qualche anno,
mio padre
cominciò ad
allontanarsi dal
Signore
diventando
peggio di prima
(una sera
ricominciò a
picchiare mia
madre).
Nei
problemi
familiari
Cominciai a
chiedere al
Signore:
“perché, perché
di nuovo?” Sorse
nel mio cuore
una profonda
ribellione, mi
arrabbiai con
Lui che aveva
permesso tutto
questo. Giunsi
alla conclusione
che mi ero solo
illusa che Dio
potesse
veramente amarmi
ed aiutarmi, per
cui decisi,
molto
drasticamente,
che non sarei
più andata nella
chiesa
evangelica e non
mi sarei più
rivolta a Dio
perché convinta
che Lui non mi
ascoltasse,
visto che non
aveva protetto
mia madre come
io Gli chiedevo
sempre.
Allora desiderai
di conoscere il
mondo, volevo
vedere come si
divertivano i
miei coetanei…
pensavo che
stessero meglio
di me vivendo
con il loro
stile di vita ma
mi accorsi molto
presto che era
difficile
trovare la
gioia: più mi
affannavo a
cercarla più non
mi piaceva
quello che
trovavo, anzi,
in compenso ho
trovato
l’angoscia, la
tristezza, la
solitudine,
l’incomprensione…
Mi ero
trasferita in un
paese vicino
all’università
per frequentare
le lezioni e
vivevo da sola
ma non capivo
perché, pur
essendo libera
di fare tutto
quello che
volevo, mi
sentivo
prigioniera,
c’era un peso
sul mio cuore
che mi
schiacciava e
non mi
permetteva di
godere quella
tanto desiderata
e combattuta
libertà. Che
mesi tristi e
dolorosi ho
vissuto lontana
dal Signore!
Tutto questo
durò circa un
anno, poi un
giorno in cui
stavo
particolarmente
male, mi arrivò
una
provvidenziale
telefonata: il
mio ex pastore e
sua moglie che
si trovavano
vicino casa mia
per una “strana
coincidenza” e
volevano venirmi
a fare visita.
Di nuovo
con il Signore
Naturalmente lui
non sapeva nulla
della mia scelta
di abbandonare
il Signore, ma
il Signore
sapeva che era
l’unica persona
di cui ancora
riconoscevo
l’affidabilità.
Vennero, così, a
casa mia,
parlammo un po’
e poi pregammo.
Quella preghiera
scaldò il mio
cuore, mi
ricordai delle
benedizioni
passate, delle
grandi cose che
Dio aveva fatte
nella mia vita e
soprattutto di
come stavo bene
ai Suoi piedi!
Guardai con
occhi diversi la
situazione in
cui mi trovavo
ed ebbi pietà di
me stessa,
realizzai quanto
ero povera e
misera e quanto,
invece, era
grande l’amore
di Dio, mi
commosse vedere
che Dio mi aveva
cercata, mi
sentii tanto
amata.
Chiesi perdono e
mi umiliai
davanti al
Signore e
all’improvviso
era tutto
meraviglioso,
tutto
sopportabile!
Decisi che Lo
avrei servito
con tutto il
cuore e avrei
sempre accettato
la Sua volontà
nella mia vita,
perché avevo
visto che il Suo
amore nei miei
confronti era
smisurato, non
ci riuscivo a
credere: mentre
io ero
arrabbiata con
Lui e offendevo
il Suo Nome, Lui
si prendeva cura
di me venendomi
a cercare nella
fossa in cui ero
caduta e
tirandomi fuori!
Potevo, dunque,
fidarmi di Gesù:
tutto quello che
aveva in serbo
per me era
certamente
buono!
Finalmente avevo
trovato la
gioia, quella
vera! Mi sono
resa conto che
Gesù era tutto
ciò di cui io
avevo bisogno,
non mi serviva
altro! Ah! se lo
avessi capito
prima, quanta
sofferenza mi
sarei
risparmiata!
Tornò la pace
nel mio cuore ed
anche se la
situazione
familiare era
sempre la
stessa, ora
avevo invitato
Gesù sulla barca
con me! Questo
faceva la
differenza: con
Lui “al timone”
non avevo nulla
da temere!
“Benedetto il
giorno e l’ora
che il Signore
mi salvò”!
Nei
problemi di
salute
Oggi mi trovo
nella sofferenza
ma la Presenza
del
Signore soddisfa
totalmente tutti
i bisogni del
mio cuore
dandomi la gioia
e la forza di
affrontare il
dolore. Qualche
mese fa ero in
sala operatoria
con un’equipe di
medici impegnata
a risolvere un
problema
apparentemente
senza soluzione,
nessun
accertamento
rivelava cosa
non funzionasse
nella mia
pancia. L’unica
cosa evidente
era che, da
circa due anni,
io non riuscivo
a bere l’acqua.
L'ultima frase
del chirurgo era
stata: "apriamo
e vediamo che
sta succedendo".
Circa dieci anni
fa mi sono
ammalata di una
malattia ancora
oggi senza nome,
la cui
sintomatologia è
molto strana e
potrebbe essere
tipica di almeno
dieci patologie.
Dopo varie
ricerche e
tentativi, nel
febbraio 2006
feci il primo
intervento
chirurgico.
"Intervento
importante",
dicevano i
medici, io
piuttosto direi
"intervento
devastante".
Tante ore di
sala operatoria
e una lunga
ferita sulla
pancia... tanto,
tanto dolore!!
Non appena mi
ero ripresa un
po', dopo un
anno esatto,
stetti di nuovo
male. Avevo dei
dolori
allucinanti a
causa di una
colica delle vie
biliari: di lì a
poco ci fu
bisogno di un
secondo
intervento
chirurgico. Fu
necessario
riaprire e
soffrire di
nuovo tutto da
capo.
Ancora non mi
ero ripresa
quando
comparvero altri
disturbi, dopo
circa due mesi,
stavolta
mangiavo e non
trattenevo
nulla. Tornai in
ospedale e mi
dissero che si
era fatta una
“torsione”
nell’intestino e
che avrebbero
dovuto
“riaprirmi”.
Avevo già
accettato l’idea
e fatto gli
accertamenti
necessari per
l’intervento ma
il Signore mi
aiutò e il
chirurgo pensò e
mi comunicò che
voleva provare
per via
endoscopica e
andò bene,
l’intestino si
sistemò e non
dovetti essere
operata! Questa
volta veramente
ero certa di
aver risolto
tutti i miei
problemi e di
poter ritornare
alla vita
normale ma mi
sbagliavo!
Una sera durante
il culto
domenicale mi
vennero dei
dolori terribili
al lato destro,
era una colica
renale: i reni
erano pieni di
calcoli e
sabbia, mi
dissero che
avrei dovuto
bere di più e
subito mi misi
“all’opera” solo
che scoprii che
non riuscivo
assolutamente a
bere più di un
bicchiere
d’acqua al
giorno, perché
la rigettavo o
mi veniva la
nausea per delle
ore .
Provammo a fare
tutti gli
accertamenti ma
non si capiva
per quale motivo
il cibo passasse
e i liquidi no.
E siamo arrivati
all’ultimo
intervento per
cercare di
capire “dal
vivo” che cosa
era capitato ed
hanno scoperto
che un tubicino,
per un motivo a
noi sconosciuto,
passava sotto lo
stomaco per cui
l’hanno
ricostruito e
fatto passare da
sopra. E
attualmente
riesco a bere!
Non so se è solo
un’altra fase di
questo
meraviglioso
piano di Dio per
la mia vita ma
una cosa so:
Gesù è sulla
barca con me, ed
io non ho nulla
da temere!
La
vittoria della
fede
In tutti questi
anni il Signore
non mi ha
lasciata nemmeno
per un attimo,
si è preso
teneramente cura
di me, ed io, di
fronte a tanto
amore, mi sono
arresa nelle Sue
Mani ed ho
accettato
totalmente la
Sua Volontà: ho
trovato il
rifugio più
confortevole e
comodo che
potessi mai
desiderare. Il
Signore ha messo
nel mio cuore il
canto!
Nonostante
tutto, la gioia
non mi ha mai
lasciata, non ho
mai avuto la
possibilità di
scoraggiarmi,
tanto è stato
premuroso verso
di me. È vero,
ho dovuto
soffrire,
sopportare,
pazientare …ma
nulla mi ha
separato
dall’amore di
Cristo! Ho
sempre avuto
tutto ciò di cui
avevo bisogno ed
al momento
migliore
possibile. La
Presenza di Dio
ha trasformato
questa lunga e
dura prova in
una grande e
meravigliosa
benedizione per
la mia vita: ho
imparato tante
cose, ho visto
come il Signore
opera in favore
dei Suoi figli e
come se ne usa,
malgrado loro
stessi! Infatti
le occasioni di
testimonianza si
sono
moltiplicate in
tutte le
situazioni.
Mi sento così
tanto al sicuro
all’ombra delle
Sue ali che
posso dire con
l’apostolo “io
posso ogni cosa
in Colui che mi
fortifica” ed
ora anche per me
“vivere è Cristo
ed il morire un
guadagno!”