DANIELE PICCINELLA
Mi chiamo Daniele e ho 23 anni. E'un già un po' di tempo che ho accettato Cristo nella mia vita come personale Salvatore, e questo mi fa sentire un privilegiato in mezzo ad una gioventù che ricerca la felicità nelle cose effimere che offre questa società. Vivevo la mia adolescenza come tanti ragazzi, studiavo e cercavo di seguire i buoni consigli dei mie genitori. Durante la mia crescita incominciavano a nascere i miei perché, le mie passioni, i miei desideri, così ho cercato di soddisfare i miei bisogni e miei desideri frequentando un gruppo di giovani che reputavo "amici per la pelle", ed ero sicuro che con loro avrei trovato la felicità e il modo giusto di vivere. Le cose però presero un'altra strada!Le liti con i miei genitori non mancavano per i miei modi di fare, i vizi incominciarono ad entrare nella mia vita e senza accorgermene incominciai a fumare , a disertare la scuola e a frequentare locali poco raccomandabili; tutto questo per sentirmi come i miei amici e come dicevano loro "per vivere da grandi". Questo modo di vivere, però, mi dava una gioia a tratti, precaria, tutto finiva quando tornavo a casa mi sentivo debole e nella mia cameretta mi ritrovavo solo. Gli insegnamenti cristiani che fin da piccolo mia madre mi aveva dato, si allontanavano sempre di più dalla mia vita, quel Gesù che era morto sulla croce era per me una storia riservata ai vecchi e ai malinconici. La passione più grande che in quel momento mi accerchiava sempre di più e conduceva la mia vita lontana da Dio era la musica heavy metal che ascoltavo e suonavo, non avevo più tempo per dedicare allo studio o agli altri, ogni momento era buono per riunirmi con i miei amici e ascoltare o suonare quelle canzoni. I testi di quella musica entravano nella mia testa formando in me quei pensieri che mi spingevano a rigettare ogni forma di religione ed ogni insegnamento che mi dava divieti; quelle canzoni mi dicevano di vivere la vita in modo libero, di fare ciò che mi pareva, fuori da ogni schema logico e di trovare un dio nelle passioni della vita.; mi ero creato i miei idoli, ero ansioso delle dichiarazioni che i miei cantati rock facevano pensavo che nelle loro parole potevo trovare la verità ma quando guardavo la loro vita squilibrata e ridotta ai limiti dalla droga riscontravo qualcosa che non andava. Sempre più spesso sentiamo per la tv o leggiamo sui giornali storie legate al satanismo che inducono quei "bravi ragazzi di quartiere" a fondare sette che li portano ad omicidi o suicidi e sembra che quel tipo di realtà sia molto lontano da noi, ma non è così!! Una delle basi o dei punti di partenza per quelle azioni è la musica. Quando ascoltavo quella musica ad un volume straziante non potevo fare a meno che agitarmi sia nel corpo che nell'animo, quei gruppi come i Metallica, Black Sabbat, Nirvana mi spingevano a vivere secondo i loro schemi e fare quello che dicevano nei loro testi. Le parole di quelle canzoni come "la morte ci farà incontrare con chi ci comanda" non possono fare altro che far desiderare di morire. Ma la combinazione mortale con quella musica è: droga e alcol. Così quando gli amici della mia band incominciarono a provare le droghe cosiddette leggere e a bere quando ci riunivamo, capii che quel tipo di vita non poteva portare lontano. Un giorno mi arrivò una notizia che mise in crisi la mia esistenza, il cantante di un gruppo che seguivo si era suicidato sparandosi con un fucile in bocca!! Mi chiedevo come era possibile un gesto del genere, che poteva mancare ad un personaggio famoso come quello, successo, soldi, ragazze, pensavo che vivere quel tipo di vita avrebbe potuto portare solo felicità e soddisfazione; ma la realtà era un'altra che troviamo nelle Scritture: "....ma la via degli empi conduce alla rovina" (Salmi 1:6). In quei momenti mi sentivo cadere il mondo addosso, non sapevo cosa fare, mi domandavo dove avrei trovato la pace con me stesso e mi rinchiusi in me stesso. Sentivo dire di me: "Solo un miracolo può cambiarlo". E cosi fu!! Mi avevano invitato ad una riunione di culto evangelico, il pastore quella sera esortava quanti in sala volevano sentire la presenza di Dio, di invocarLo e di chiederGli di farsi sentire. In quella sere mi(proposi)ero proposto di non entrare più in una Chiesa e di non nominare più ciò che riguardava Dio se quella esperienza di cui parlava il predicatore non l'avessi sperimentata anche io. Così accolsi quel santo invito e in quel istante, quando le mie labbra invocarono il nome di Gesù Egli si manifestò nella mia vita, cambiando il mio cuore e dandomi una nuova vita. Avevo realizzato ciò che sta scritto nella Sua Parola: " Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato".(Atti 2:21) e in contemporanea mia madre poteva ringraziare Dio per una promessa contenuta nella Bibbia che dice :"...: Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia".(Atti 16:31). Adesso tutto è cambiato so che posso contare su un amico vero, il mio sguardo è rivolto a Cristo e sono sicuro che Egli non mi abbandonerà mai, "perché Dio stesso ha detto: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò". (Ebrei 13:5) so che il suo sangue prezioso ha lavato i miei peccati e mi ha riconciliato a Dio, in Gesù ho trovato l'esempio, il modello da seguire Egli mi consiglia nella Sua Parola come posso trovare la felicità. Nulla di piacevole che esiste in questo mondo può dare felicità, i beni e le gioie di questa vita sono fonti di acqua che invece di dissetare dopo bevuta, portano l'uomo ad una profonda siccità morale e spirituale; ma se la nostra vita è messa nelle mani di Cristo e nel momento del bisogno invochiamo il Suo nome Egli interverrà è sarà una fonte d'acqua viva che disseta e dona la vera vita, Gesù stesso dice: " ma chi beve dell' acqua che io gli darò, non avrà mai sete; anzi, l'acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce vita eterna." (Giovanni 4:14) |