Non era
un portafoglio
Aveva rubato un Nuovo Testamento
pensando che fosse un portafoglio, e
leggendolo si convertì a Cristo
Alla fine di una riunione di
evangelizzazione, molti astanti
fecero il racconto della loro
conversione. Uno di loro, tirando
fuori dalla tasca un Nuovo
Testamento, raccontò questa storia
veramente inusuale:
‘Ero un borsaiolo, famoso per la mia
destrezza nel triste ambiente che
frequentavo. Un giorno adocchiai la
tasca posteriore dei pantaloni di un
signore che camminava davanti a me
sul marciapiede; era gonfia in modo
anomalo. Fiutai un buon affare: un
grosso portafoglio, pensavo! In un
attimo questo si trovò nella mia
tasca. Giunto a casa, con mia grande
delusione scoprii che il presunto
portafoglio era un libro. Per il
dispetto, lo gettai in un angolo
dell’alloggio. Ma qualche giorno
dopo, mentre mettevo un po’
d’ordine, mi cadde sotto gli occhi;
per curiosità, lo presi e cominciai
a leggere. Il mio interesse
aumentava di giorno in giorno e
presto scoprii mediante quel libro
il Salvatore Gesù Cristo’.
Quella sera stessa, fra gli uditori
c’era anche un venditore ambulante
di Bibbie e Nuovi Testamenti che
aveva svolto per parecchio tempo, in
passato, la sua attività in quella
regione. Chiese di vedere quel
libro, lo esaminò da vicino e
riconobbe il suo Nuovo Testamento
personale che credeva di aver perso
qualche anno prima.
Come sono stupefacenti gli
interventi di Dio, e quale potenza è
contenuta nella sua Parola!
La
Bibbia galleggiante
La storia di una Bibbia trovata
sulle acque del mare.
Un ufficiale giapponese vide, nel
porto di Nagasaki, dalla coperta
della sua nave, un libro galleggiare
sul mare. Incuriosito lo fece
pescare, ma purtroppo si accorse che
non soltanto la lingua ma anche le
lettere con cui il libro era
stampato, gli erano completamente
sconosciute. Cercò qua e là di
ottenere qualche indicazione circa
il contenuto del libro ma invano.
Finalmente un commerciante cinese
potè appagare un poco la sua
curiosità. Conosceva qualche parola
d’inglese e si accorse che si
trattava del ‘libro di Gesù’; il
libro della religione degli
stranieri che era stato tradotto
pure in cinese. L’ufficiale
conosceva pochissimo il cinese ma
pregò il commerciante di
procurargliene un esemplare. Appena
ebbe ricevuto il Nuovo Testamento in
cinese, cominciò con molta energia a
studiare quella lingua, leggendo il
libro. Benché egli stesso non se ne
rendesse conto, lo Spinto Santo
operava già nel suo cuore. Finita la
lettura del libro, era diventato un
uomo felice e sapeva che il Signore
Gesù lo aveva salvato. Per mantenere
intatto il servizio religioso
giapponese, era stato severamente
vietato introdurre qualsiasi altra
religione. Malgrado ciò, l’ufficiale
non poteva fare a meno di parlare
del suo Salvatore e cominciò a
leggere la Parola ai suoi familiari
e ad intimi amici. In questo modo,
il fuoco dell’amore di Cristo si
accese in diversi cuori. Negli anni
che seguirono, vi fu in Giappone più
libertà di culto e anche un
missionario venne ad abitare a
Nagasaki. L’ufficiale poteva ora
parlare liberamente del suo ‘libro
di Gesù’ e testimoniare la sua fede
nel Salvatore. Fu uno dei primi in
Giappone, a confessare apertamente
che apparteneva a Cristo e anche la
sua vita e il suo modo di agire ne
erano una dimostrazione vivente.
Tutto ciò accadde grazie a quella
Bibbia galleggiante nel porto di
Nagasaki. Sì, l’Evangelo ha la
potenza di salvare tutti coloro che
vi credono.
La
Bibbia stracciata
Le pagine di una Bibbia stracciata
portano alla salvezza un omicida.
Migliaia, anzi milioni d’uomini sono
già stati benedetti per mezzo della
Bibbia. Sovente anche una sola
pagina oppure solo qualche riga sono
state come quel granello di frumento
che fruttò il centuplo. In una
piccola cittadina tedesca, si
procedeva un giorno a vendere
all’asta un arredamento casalingo
completo. Tra i tanti oggetti vi si
trovava pure una grossa vecchia
Bibbia. Nessuno però sembrava
interessarsi di quel vecchio libro.
Finalmente un bottegaio fece un
prezzo e la ricevette per quattro
soldi. II bottegaio infatti, di
spirito molto pratico, pensava
adoperare quei grandi fogli per
fasciare i pacchetti ai clienti.
Egli non si rendeva certamente conto
quale valore immenso avevano le
pagine di quel libro, anche se
stracciate e sporche Dio ha detto:
‘La mia parola non torna a me a
vuoto’ (Isaia 55,11). In quella
stessa cittadina viveva un uomo
tormentato dal pensiero di aver
commesso un omicidio. Non trovava
più pace nè giorno nè notte. La
parola ‘assassino’ gli risuonava
sovente nelle orecchie o se la
vedeva scritta davanti agli occhi
con caratteri infuocati. Un giorno
mandò il figlio a comperargli
qualcosa. Questi ritornò con un
pacchetto fasciato in un foglio
della vecchia Bibbia. Lo sguardo del
padre si fermò sul passo di Ebrei 9
"e senza spargimento di sangue non
c’è remissione" (versetto 22). Non
afferrò subito il senso di questa
frase. Certo cercava il perdono dei
suoi peccati, la remissione, e
desideroso di saperne di più,
rimandò il figlio a comperare dal
bottegaio. Nel frattempo quest’ultimo
strappando sempre pagine, era giunto
già alla prima epistola di Giovanni.
Quando quell’uomo, tormentato dalla
sua coscienza, ebbe letto anche
questo foglio, il peso dei suoi
peccati era sparito. Dai versetti 7
a 10 del primo capitolo di questa
epistola aveva capito che esiste il
perdono, la purificazione dei
peccati: ‘Il sangue di Gesù Cristo,
suo Figliuolo, ci purifica da ogni
peccato’, e ancora: ‘Se confessiamo
i nostri peccati, Egli è fedele e
giusto da rimetterci i peccati e
purificarci da ogni iniquità’.
Queste parole furono luce per la sua
anima oscura. Anch’egli comprese che
il sangue che il Signore Gesù Cristo
versò sulla croce ha il potere di
purificare i peccati di tutti coloro
che confessano a Dio le loro colpe.
Una pace perfetta invase il suo
cuore. Anche un foglio strappato
dalla Bibbia, può condurre un’anima
alla vera felicità.
La
Bibbia buttata via
Una Bibbia buttata fuori da un treno
porta alla salvezza un operaio delle
ferrovie.
Buttala fuori dal finestrino!
Soldati che viaggiano in treno
scherzano volentieri e sovente fanno
divertire, con i loro racconti
spiritosi, tutta la carrozza.
Nell’angolo di uno scompartimento vi
è una recluta che legge la sua
Bibbia tascabile. ‘Facciamo uno
scherzo a quel giovane religioso
buttiamogli la Bibbia dal
finestrino’. Detto fatto, la Bibbia
era già tra le pietre delle rotaie.
La recluta non si adirò affatto Egli
possedeva un divino maestro che
aveva detto: ‘lo son mansueto e
umile di cuore’ (Matteo 11, 29).
Certo, era triste ma non disse
nulla. Passati alcuni giorni, il
nostro amico ricevette la sua Bibbia
per posta. Una lettera molto
interessante accompagnava l’invio.
Un operaio della ferrovia, lavorando
da quelle parti, aveva trovato la
Bibbia per mezzo della quale Dio gli
aveva parlato. Fino a quel momento,
l’operaio aveva vissuto in grande
paura a causa dei suoi peccati, ma
leggendo la Parola di Dio, aveva
trovato veramente il Salvatore. II
soldato capì allora perchè aveva
dovuto privarsi della sua Bibbia per
qualche giorno. II Diavolo, d’altra
parte, aveva subìto una nuova
sconfitta.
La
Bibbia venduta
Le conversioni prodotte da una
Bibbia venduta ad un antiquario.
La signora Linner stava
attraversando un periodo molto
difficile. Dopo la morte del marito,
si trovò ad essere nel bisogno.
Aveva già dovuto vendere qualche
mobile prezioso ad un antiquario ed
anche dei suoi gioielli. Oggi gli ha
pure portato la sua Bibbia rilegata,
che aveva ricevuto dai genitori il
giorno delle nozze. Nel passato
aveva letto con piacere la Parola di
Dio, e vi aveva attinto nuove forze,
ma ora non la leggeva più.
Trovandosi adesso sola, dei pensieri
cominciarono a turbarla. Certamente
aveva fatto male a vendere quel
libro prezioso. Essa era tormentata
sempre più. Infine, dopo essersi
assicurata che i bambini dormivano
già profondamente, uscì di casa e
corse dall’antiquario per tentare di
riavere la sua Bibbia. Giunta
davanti alla casa di Levi,
l’antiquario, rimase molto perplessa
e attristata da ciò che si presentò
ai suoi occhi attraverso la finestra
aperta. Infatti 4 uomini erano
raggruppati attorno ad un tavolo e
Levi leggeva ad alta voce in un
libro che la signora Linner
riconobbe subito essere la sua
Bibbia. È evidente che costoro
vogliono beffarsi a piacere delle
favole del vecchio libro. Lo spasso
però non fu di lunga durata. Poco a
poco le beffe cessarono e si fece un
gran silenzio quando Levi lesse un
brano della passione. Giunto al
combattimento nel giardino di
Getsemane gli venne il nodo alla
gola e fu commosso al punto che due
lacrime gli bagnarono le guance. In
silenzio, senza un saluto, gli amici
si separano. E la signora Linner?
Non poteva ammettere che qualcuno si
beffasse della sua Bibbia, anche lei
aveva le lacrime agli occhi e per di
più un grande rimorso di coscienza.
Adesso che aveva nuovamente udito
leggere delle sofferenze atroci del
suo Salvatore, ritornò a casa e
messasi in ginocchio piangendo,
confessò al suo Signore e Salvatore
di averlo dimenticato. All’alba il
suo cuore era ripieno di
tranquillità e consolato. Essa
sapeva che i suoi peccati erano
perdonati e che poteva confidare
appieno per ogni cosa nel suo
Salvatore. Perciò volle ritornare da
Levi per riprendere il suo libro.
Quale non fu il suo stupore quando
rivide I’antiquario allo stesso
posto della sera prima e davanti a
sè la Bibbia aperta. Non poteva più
separarsi dal libro divino. Lesse
ancora dell’Agnello di Dio, delle
Sue sofferenze e anche come il
Signore Gesù disse sulla croce:
‘Padre, perdona loro perché non
sanno quel che fanno’. Nel capitolo
53 del profeta Isaia trovo pure:
‘Egli è stato trafitto a motivo
delle nostre trasgressioni, fiaccato
a motivo delle nostre iniquità. Levi
si attristò molto leggendo come Gesù
fu ucciso malgrado la Sua innocenza,
lui che fino a qualche ora prima, si
era beffato di una tale Persona.
Còlto da angoscia esclamò ad alta
voce: ‘Oh Gesù di Nazaret, sei tu
veramente il Messia, il Cristo
promesso da Dio’. E’ proprio in
questo momento che la signora Linner
lo ritrovò. Stupita dunque da questa
scena, si soffermò davanti alla
porta aperta. Levi le disse: ‘Cara
signora, nel suo libro ho trovato un
tesoro che vale per me più di tutto
il mondo". Anch’essa, a sua volta,
gli narrò come nella notte
precedente, era passata dalle
tenebre alla luce. È inutile
aggiungere che Levi restituì alla
signora Linner la sua Bibbia e se ne
comperò un’altra. Dopo poco tempo
anche la moglie dell’antiquario
trovò la salvezza per mezzo del
sangue di Cristo e ambedue furono
battezzati.
Questo fatto è stato raccontato dal
missionario giudeo Giacomo Augusto
Hausmeister, poco prima della sua
morte, a Strasburgo.
La
Bibbia profanata
Una Bibbia dalle pagine strappate
porta alla salvezza un’anima
In Francia, un venditore ambulante
di Bibbie offriva gratuitamente una
Bibbia ad una famiglia. II padre di
famiglia l’accettò ma subito ne
strappò una decina di pagine e con
una d’esse si accese la pipa. II
venditore di Bibbie si allontanò
molto deluso.
Dopo alcuni anni, rifacendo il suo
giro, venne coraggiosamente a
visitare la stessa famiglia. Da poco
tempo avevano perso un figlio in
guerra e proprio in quei giorni
avevano ricevuto il resto degli
effetti personali. Tra questi
figurava pure la Bibbia dalle pagine
strappate. II venditore di Bibbie,
ricordando l’avvenimento di qualche
anno prima la prese tra le mani e in
fondo trovò ciò che il soldato
caduto aveva scritto: ‘Sprezzata e
profanata, ma infine creduta, Mi ha
portato la salvezza’
La
Bibbia murata
Una Bibbia viene nascosta dentro un
muro e un giorno viene scoperta da
un capomastro italiano che tramite
la sua lettura si converte
Quando la galleria del Gottardo non
esisteva ancora, i viaggiatori che
dall’Italia si recavano in Svizzera,
o viceversa, dovevano valicare il
passo del St. Gottardo a piedi. Il
viaggio era talmente lungo che
sovente si camminava in gruppo. Il
gruppo che c’interessa, era formato
da alcuni muratori della regione di
Lugano, che si recavano nella
Svizzera centrale, dove speravano
riscuotere un miglior guadagno.
Cammin facendo incontrarono una
signora attempata che s’intrattenne
con uno di loro. Essa parlò ad
Antonio, così si chiamava quel
giovane muratore, del Signore Gesù.
Egli però non se n’interessò.
Malgrado ciò la signora gli offrì
una Bibbia ben rilegata. L’accettò,
ma non volle mai leggerla. Giunto a
Glaris ebbe da lavorare alla
costruzione di un grande edificio.
Egli scherzava, rideva e bestemmiava
insieme agli altri. Mettendo
l’intonaco su un muro, scoperse un
buco che non era ancora stato
chiuso. Improvvisamente pensò alla
Bibbia che aveva nella sua borsa e
disse ai compagni: ‘Ecco un bello
scherzo. Vedete, questa Bibbia la
metto in quel buco’. La Bibbia vi
entrò appena, anzi la rilegatura ne
sofferse un pò. ‘Guardate bene; un
po’ di malta sopra per ricoprire e
adesso staremo a vedere se il
diavolo saprà ritrovarla!’ Qualche
settimana dopo questo fatto, Antonio
ritornò al suo paese. Il 10 maggio
1861, un grande incendio arse Glaris.
490 edifici furono completamente
distrutti. La città non era più che
un ammasso di rovine; ma malgrado
ciò doveva essere ricostruita. Un
capomastro italiano, un certo
Giovanni, ricevette il compito di
esaminare lo stato dei muri di un
edificio nuovo che era stato
devastato in parte dalle fiamme.
Mentre picchiava qua e là col suo
martello contro un muro ancora
intatto, si staccò un bel pezzo di
calcestruzzo. Giovanni fu molto
perplesso nel vedere che il pezzo di
calcestruzzo nascondeva un buco e
nel buco vi era un libro. Lo trasse
fuori. Una Bibbia: come era giunta
quivi? Che strano. Giovanni, che una
volta aveva già posseduto la Bibbia
ma che non gli era più stata resa,
si promise di non separarsene più.
Cominciò nelle ore libere a leggere
assiduamente la Bibbia. Ben lungi
dal capire tutto, si accontentava di
afferrare qualcosa negli Evangeli e
nei Salmi. È cosi che imparò a
pregare. Dio viene in aiuto a coloro
che Lo cercano sinceramente. Non
tardò a comprendere che era un
peccatore, e che Dio lo amava e che
per la fede nel Signore Gesù poteva
ricevere il perdono dei suoi
peccati. Quando in autunno ritornò
nella sua patria, si mise a
raccontare a tutti la felice notizia
della sua salvezza. Nei giorni
liberi partiva con una valigia piena
di Bibbie, per annunziare la
salvezza nei paesi vicini. Durante
uno dei suoi viaggi, capitò nel
paese di Antonio proprio il giorno
della fiera e si mise a vendere
Bibbie su un piccolo banco. Per
caso, Antonio passò davanti al
banco. Soffermandosi un istante
disse con disprezzo: ‘Ah, la
Bibbia!’ Non ne ho proprio bisogno.
Volendo, ho solo da andare a Glaris,
là ne ho una murata in una parete.
Sono curioso di vedere se il diavolo
saprà ritrovarla’. Giovanni, che
subito aveva capito ciò che era
accaduto, fissò seriamente il
giovanotto. ‘Sia prudente
giovanotto, schernire è facile, ma
che direbbe se le facessi vedere
quella Bibbia: ‘Non mi potrebbe
ingannare, rispose Antonio, in quel
libro vi ho fatto un segno, lo
riconoscerei subito. Resto sulle mie
parole, il diavolo stesso non lo
toglie dal muro! Giovanni prese la
sua Bibbia e gli disse: ‘Riconosce
il libro? Ritrova il suo segno?
Antonio rimase a bocca aperta nel
rivedere la Bibbia un po’ rovinata
dal calcestruzzo. ‘La guardi pure
bene, ma non è il diavolo che ha
operato ciò, ma Dio. Egli lo fece
per dimostrarle che è vivente. Dio
vuole salvare anche Lei’. Tutto
l’odio che Antonio aveva nel cuore
contro Dio, scoppiò allora malgrado
la voce della sua coscienza che lo
richiamava, Antonio fece segno agli
amici e prese a gridare: ‘Quest’uomo
con i suoi libri religiosi non ha
assolutamente niente da cercare in
questo luogo. Venite, buttiamolo
fuori!’ In pochi secondi il banco di
Giovanni era a terra, i libri
strappati e lui stesso ricevette
molti colpi. I mascalzoni si
allontanarono infiltrandosi tra la
folla. Da quel momento Antonio si
rivoltò sempre più contro Dio. Ma un
giorno essendo mezzo ubriaco,
lavorando in cantiere cadde da
un’altezza di 17 metri e dovette
essere ricoverato immediatamente
all’ospedale, per gravissime ferite.
Quando Giovanni ebbe questa notizia,
andò a visitarlo. II cuore di
Antonio, pur essendo toccato
dall’affezione di Giovanni, sembrava
essere di pietra. Ogni settimana
Giovanni andava a trovarlo e poco a
poco dapprima per noia, poi con
interesse, Antonio cominciò a
leggere la Bibbia. Un giorno lesse
nell’epistola agli Ebrei 12:5
‘Figliuol mio, non far poca stima
della disciplina del Signore. Ciò
s’applicava proprio al suo caso.
Antonio continuò a leggere, e la
Parola di Dio, che è come un
martello che spezza il sasso,
cominciò ad operare nel suo cuore.
Comprese il suo stato di
colpevolezza e confessò a Dio i suoi
peccati, imparò pure a credere con
piena fiducia all’opera compiuta
sulla croce. La sua anima era
guarita, ma la sua anca rimase
paralizzata. Da allora non potè più
lavorare nel suo mestiere, ma trovò
un lavoro più adatto per il suo
fisico infermo. Più tardi sposò
persino la figlia di Giovanni,
cosicché il suo amico divenne suo
suocero. Antonio è già da molti anni
nella patria celeste ma i suoi figli
conservano la Bibbia che era stata
murata, come una eredità preziosa.
Più
prezioso del diamante
Gli era stato mandato un diamante
avvolto in un foglio della Bibbia
che Dio usò per condurlo a Cristo
Un mercante di diamanti avvolgeva
delle pietre preziose che stava per
inviare in India. Ogni diamante
veniva avvolto separatamente con
cura. Arrivando all’ultimo e il più
caro, utilizzò i primi tre capitoli
di Giovanni. La carta fine era
ideale per questo. Un Indù a cui
quella pietra preziosa era
destinata, ricevette insieme, ciò
che sarà per lui infinitamente più
prezioso del diamante che avvolgeva…
un foglio che veniva dal libro della
vita, nel quale trovò queste parole:
"Iddio ha tanto amato il mondo, che
ha dato il suo unigenito Figliuolo,
affinché chiunque crede in lui non
perisca, ma abbia vita eterna".
Rimase sconvolto. Parlò a molti di
ciò che aveva trovato, e si chiedeva
continuamente, "Come mai non ho
conosciuto questo prima?" Quella
parola fece la sua opera nel suo
cuore mediante la potenza dello
Spirito di Dio.
"Certamente!" Si diceva lui, "Questo
vuol dire ME… Questa salvezza è per
me". Per fede l’accettò; ne parlò ad
altri al punto che, quando un
missionario europeo venne in quel
luogo, aspettandosi di trovare
soltanto dei pagani, trovò un largo
uditorio di cristiani indiani.
Salvato mediante un versetto della
Bibbia
Henri Feuler aveva deciso di
suicidarsi, ma Dio aveva deciso di
salvarlo perciò gli fece trovare la
via che mena alla vita e impedì che
si suicidasse
Henri Feuler si trovava a Roma per
completare la sua educazione
artistica, quando, disgustato della
vita, progettò di gettarsi, una
sera, nel Tevere.
La realizzazione di quel criminale
disegno era delle più facili:
l’hotel in cui dimorava l’infelice
ragazzo dava direttamente sul
Tevere. Scendere al pianterreno,
aprire una porta di servizio,
scavalcare un cancello e lasciarsi
cadere nel fiume, tutto questo si
poteva fare in pochi istanti.
Tuttavia si sentiva ancora il rumore
del personale di servizio che andava
e veniva nella parte bassa
dell’hotel; per maggiore sicurezza,
bisognava quindi aspettare un po’.
Febbrilmente, Feuler impiega quel
tempo a mettere un po’ di ordine fra
le sue carte; è allora che egli vede
in fondo al suo baule un Nuovo
Testamento, che sua zia gli aveva
dato; il libro vi dormiva da otto
anni!
Senza sapere perché, Feuler lo
prende, lo apre a caso e capita sul
capitolo XII degli Ebrei, e in quel
capitolo sul versetto quinto, di cui
una parola soprattutto gli
attraversa il cuore: ‘Figliuol mio’.
Sembra che Dio stesso lo interpella
direttamente! " Figliuol mio, non
far poca stima della disciplina del
Signore e non ti perder d’animo
quando sei da lui ripreso ". In
quella frase di paterno rimprovero,
ogni parola lo atterra molto più che
le minacce. Quello che la collera
non avrebbe potuto compiere,
l’amore, grave e tenero, lo fa senza
sforzo. Il colpevole cade in
ginocchio ai piedi di quel Dio
abbandonato per tanti anni.
Quello che in quella notte
memorabile è cominciato, le giornate
successive lo continueranno: un
libro di Vinet vi contribuirà in
buona parte, e presto, abbandonando
i suoi pennelli, senza credere
tuttavia che la pittura sia
incompatibile con la vita cristiana,
il nuovo discepolo del Cristo
riprenderà la via del suo villaggio
per ritrovarvi il raccoglimento e il
rinforzamento della sua fede, come
Paolo in Arabia.
Feuler ebbe da allora una passione
unica: salvare delle anime. Lavorò
in Francia, a Villefranche-sur-Saône
e in Svizzera, particolarmente a
Losanna, interessandosi soprattutto
ai giovani e agli operai.
Tratto da: Glanures, Récits
authentiques destinés à illustrer l'enseignement
biblique (Spigolature, Racconti
autentici destinati ad illustrare
l’insegnamento biblico), Divers
auteurs, Lausanne 1912
Continua a leggere
Un ingegnere minerario si converte a
Cristo poco prima di morire
Una ragazza Colombiana ricevette un
Nuovo Testamento nella sua scuola.
Lesse il Nuovo Testamento fino al
giorno in cui suo padre la sorprese
che stava leggendolo… e le disse di
non leggerlo mai più perché era
pieno di menzogne e di stramberie.
Ma la figlia continuò a leggere fino
al giorno in cui suo padre arrivò a
casa inaspettatamente e la trovò col
Nuovo Testamento, glielo strappò
dalle sue mani e se lo mise in
tasca.
Il padre ritornò al luogo di lavoro
in cui era ingegnere minerario.
Diverse ore dopo le sirene
risuonarono nella comunità
mineraria, c’era stato un cedimento
nella miniera. Il padre rimase
intrappolato nella miniera. I
soccorritori impiegarono 5 giorni
per arrivare finalmente là dov’erano
gli uomini, ma era troppo tardi.
Tutti i 31 uomini erano morti
compreso il padre di quella
ragazzina.
Curiosamente, quando gli operai
trovarono l’uomo, egli teneva il
Nuovo Testamento fra le mani, giunte
in preghiera. Quando aprirono la
copertina del Nuovo Testamento
lessero una nota:
"A mia figlia"
"Continua a leggere questo Nuovo
Testamento, è la verità ed è bene, e
ti vedrò un giorno in cielo".
Allora girarono a tergo del foglio e
là, il padre aveva firmato il suo
impegno [di seguire il Signore] dopo
avere detto la preghiera del
peccatore.
Ma la storia non termina qui.
Quando guardarono la pagina
successiva, gli altri 30 operai
avevano anche loro apposto le loro
firme!
Testimonianza
tratte dal sito "Lanuvavia.org"