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Quelli che seguono sono solo
alcuni esempi dei
moltissimi reperti
archeologici che hanno
confermato l'autenticità
della narrazione e degli
eventi della Sacra Bibbia.
Le prove sono così
schiaccianti che il rinomato
archeologo Nelson Glueck ha
dichiarato: "Si può
affermare categoricamente
che nessuna scoperta
archeologica abbia mai
contraddetto i riferimenti
biblici", e lo
studioso Huston Smith ha
affermato che se i canoni
rigorosi impiegati per
verificare l'affidabilità
storica della Bibbia fossero
stati applicati anche agli
studi classici, la nostra
visione del mondo
Greco-Romano oggi sarebbe in
frantumi.
Relativamente all'Antico
Testamento, l'evento biblico
maggiormente documentato è
quello del diluvio descritto
nella Genesi. Il racconto
del diluvio si trova in più
di 500 miti, nelle diverse
civiltà, in popoli lontani
geograficamente e
culturalmente.
Di particolare rilevanza
sono i ritrovamenti
Babilonesi, Sumeri, e Assiri.
Molti di quelli Babilonesi
ne parlano con dovizia di
particolari; un esempio è
l'undicesima tavoletta del
poema epico su Gilgamesh,
che descrive accuratamente
gli eventi secondo lo schema
biblico.
La scoperta dell'archivio di
Ebla, nel nord della Siria,
verso la fine degli anni
1970 ha dimostrato che il
racconto biblico che
riguarda i Patriarchi è
attendibile. I documenti
scritti su tavole di creta a
partire dal 2300 a.C. circa
confermano che diversi nomi
di persone e di luoghi nella
narrativa della Genesi sono
autentici. Ad esempio, era
in uso ad Ebla il nome "Canaan",
che un tempo i critici
dichiaravano non usato in
quell'epoca e quindi
adoperato a sproposito nei
primi capitoli della Bibbia.
Si affermava che la parola "tehom"
("l'abisso") in Genesi 1:2
fosse una parola tardiva e
quindi una prova della tarda
composizione del racconto
della Creazione. Ma "tehom"
faceva parte del vocabolario
in uso ad Ebla, circa 800
anni prima del tempo di Mosè!
I costumi antichi riflessi
nelle narrative dei
Patriarchi sono stati
confermati anche da tavole
di creta rinvenute a Nuzi e
a Mari.
Le "cinque città della
pianura", citate nella
Bibbia, fra cui Sodoma e
Gomorra (il cui nome attuale
è Bab edh-Dhra e Numeira) e
altre città della valle di
Siddim, erano iscritte su
una tavoletta dell'archivio
del palazzo di Ebla
addirittura nella stesso
ordine di Genesi 14:2.
"La distruzione catastrofica
di Sodoma e Gomorra avvenne
verosimilmente intorno al
1900 a.C." - scrive nel
1951 lo scienziato americano
Jack Finegan. "Un
minuzioso esame dei
documenti letterari,
geologici ed archeologici
porta alla conclusione che
la scomparsa terra di quella
regione (Genesi 19:29) era
situata nel territorio
attualmente sommerso sotto
le acque che vanno
lentamente crescendo nella
parte meridionale del Mar
Morto, e che la causa della
distruzione fu un grande
terremoto, probabilmente
accompagnato da esplosioni e
da fulmini, dallo
sprigionamento di gas e da
fenomeni ignei". Intorno
al 1900 a.C.: l'epoca di
Abramo!
Inoltre, nel settembre del
1977 in un numero di "Scientific
American" apparve un
articolo delle scoperte
fatte ad Ebla. Vi si legge:
"La lista delle "cinque
città della pianura", Sodoma,
Gomorra, Adma, Tseboim e
Bela (cfr. Genesi 14:2), è
ripetuta in un testo di Ebla
e i nomi appaiono nello
stesso ordine". Due mesi
dopo, in una conferenza, il
prof. Noel Freedman,
direttore dell'Istituto di
Ricerca Archeologica di
Gerusalemme W.F. Albright,
confermò la notizia. Fu reso
noto perfino il numero della
tavoletta (n° 1860) che
menziona le cinque città
nello stesso ordine di
Genesi cap. 14. Nelle
tavolette era anche
menzionato anche il re
Birsha, lo stesso nome che
il re di Gomorra aveva nel
tempo di Abrahamo (Genesi
14:2). Si potrebbe dire
molto di più su questa
sensazionale scoperta che,
via via che le tavolette
sono lette dall'epigrafista,
fornisce costantemente nuove
rivelazioni (le tavolette
ritrovate nelle rovine del
palazzo di Ebla che nel 1975
erano circa 15.000, salirono
poi a circa 20.000 durante
gli scavi del 1976-77).
Gli Hittiti (o Ittiti, o
Hittei) una volta si pensava
fossero una leggenda
biblica, fino a quando nel
1906 la loro capitale e i
loro archivi furono scoperti
a Bogazkoy in Turchia.
Ancora, molti pensavano che
le descrizioni bibliche
delle ricchezze di Salomone
fossero fortemente
esagerati. Ma i documenti
recuperati da epoche remote
mostrano che ai tempi
antichi, la ricchezza era
concentrata in mano ai re, e
che la ricchezza di Salomone
era perfettamente
verosimile.
Una volta, si pretendeva che
non fosse mai esistito un re
assiro di nome Sargon, come
riferito in Isaia 20:1,
perché tale nome non era
noto da nessun'altra fonte.
Poi il palazzo di Sargon fu
scoperto a Khorsabad
nell'Iraq. Proprio lo stesso
evento menzionato in Isaia
cap. 20, cioè la sua
conquista di Asdod (Ashdod),
veniva ricordato sulle
pareti del palazzo! Inoltre,
frammenti di una stele che
commemorava la vittoria
furono rinvenuti ad Asdod
stessa.
Gli scavi della biblica
Sichem presentarono nel 1960
nuove prove a favore di una
data per il regno del re
Abimelec, il figlio del
giudeo Gedeone. Quando si
scavò il tempio di
Baalberith a Sichem,
menzionato in Giudici cap.
9, gli archeologi furono in
grado di datare la
distruzione di quel tempio
da parte di Abimelec. Tale
data era in accordo con
quella del breve regno di
tre anni di Abimelec a cui
si era già arrivati
esclusivamente sulla base
dei dati cronologici trovati
nella Bibbia.
Un altro re la cui esistenza
era stato messo in dubbio
era Baldassar (o
Belshatsar), re di
Babilonia, nominato in
Daniele cap. 5. Secondo gli
storiografi, l'ultimo re di
Babilonia era stato
Nabonide. Poi furono
ritrovate delle tavole che
mostravano che Baldassar fu
il figlio di Nabonide e che
regnò come suo co-reggente a
Babilonia. Così, Baldassar
poté offrire di costituire
Daniele "terzo signore del
regno" (Dan. 5:16), la
posizione più elevata a
disposizione, per essere
riuscito a leggere il testo
scritto sulla parete. Qui
risalta la natura di
"testimonianza oculare" del
testo biblico, come tante
volte viene messo in
evidenza dalle scoperte
archeologiche.
Coerenti con la narrazione
biblica sono anche un antico
elenco di re Sumeri (il
prisma Weld-Blundell,
composto da molti frammenti
il primo dei quali fu
scoperto nel 1906 a Nippur,
in Iraq), e una tavoletta
sumera che descrive la
confusione risultante
dall'evento della Torre di
Babele, attribuendola al
"dio della sapienza".
Nel secolo scorso scavi
hanno portato alla luce i
resti di una grande città.
Lo storico W. Keller
riepiloga così i risultati:
"Nel 1899 la Società
Orientale Tedesca inviò una
grossa spedizione sotto la
direzione del Professor
Robert Koldewey, per
esaminare i famosi resti di
Babil. Gli scavi richiesero
molto più tempo del
previsto. Durante un periodo
di 18 anni, fu portata alla
luce la più famosa metropoli
del mondo antico, il regno
di Nabucodonosor, e al tempo
stesso, una delle Sette
Meraviglie del Mondo, i
Giardini Pensili, e
"E-temen-an-ki", la
leggendaria Torre di Babele.
Nel palazzo di Nabucodonosor
e sul Cancello di Ishtar,
che si trovava dietro di
esso, furono scoperte
innumerevoli iscrizioni" (W.
Keller, The Bible as
History, 1980, p. 302).
La cattività di Ioiachin, re
di Giuda, in Babilonia (2 Re
24:15-16) è riportata in
alcune tavolette in
cuneiforme contenenti la
cronaca dei primi anni di
regno di Nabucodonosor. Esse
si riferiscono alla presa di
Gerusalemme, alla sua
cattività e all'intronamento
di Sedekia, l'ultimo re di
Giuda, il 16/17 marzo del
697 a.C. (riferito al nostro
calendario).
La dinastia del re Davide è
confermata dalle iscrizioni
in aramaico su una tavoletta
commemorativa rinvenuta a
Tel Dan (a nord di Israele),
datata IX secolo a.C.,
probabilmente parte di un
monumento ad Hazael, re di
Aram. La tavoletta cita
diversi eventi registrati
nel primo libro dei Re.
La campagna del faraone
Shishak contro Israele (1 Re
14:25-26) è riportata sulle
mura del Tempio di Amun a
Tebe, in Egitto.
La rivolta di Moab contro
Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) è
descritta nell'iscrizione di
Mesha.
La caduta di Samaria (2 Re
17:3-6, 24; 18:9-11) per
mano di Sargon II, re
d'Assiria, è descritta sulle
mura del suo palazzo.
La sconfitta di Ashdod per
mano di Sargon II (Isaia
20:1) è descritta sulle mura
del suo palazzo.
La campagna del re assiro
Sennacherib contro Giuda (2
Re cap. 18 e 19; 2 Cronache
32; Isaia 37) è riportata
dal prisma Taylor, e nelle
diverse stele biografiche di
Tirhaka in Nubia.
L'assedio di Lachish da
parte di Sennacherib (2 Re
18:14,17) è descritto nei
bassorilievi di Lachish.
L'assassinio di Sennacherib
per mano dei suoi stessi
figli (2 Re 19:37) è
descritto negli annali di
suo figlio Esarhaddon.
La caduta di Ninive predetta
dai profeti Nahum e Sofonia
(2:13-15) è riportata sulla
tavoletta di Nabopolasar.
La caduta di Gerusalemme per
mano di Nabucodonosor, re di
Babilonia (2 Re 24:10-14) è
riportata nelle cronache
Babilonesi.
La caduta di Babilonia sotto
i Medi e i Persiani (Daniele
5:30-31) è riportata sul
cilindro di Ciro.
La narrazione biblica sul
profeta Balaam è confermata
dalle iscrizioni su 119
frammenti rinvenuti a Deir
'Alla.
Nel 1868 fu rinvenuta una
tavoletta Moabita.
Clearmon-Ganneau ne prese
l'impronta prima che gli
arabi la rompessero in più
parti per venderla.
L'iscrizione convalida il
contenuto del capitolo 16
del primo libro dei Re e del
capitolo 3 del secondo libro
dei Re. Essa cita anche il
nome con cui Dio si fece
conoscere a Israele (Yahweh).
La liberazione degli schiavi
in Babilonia per mano di
Ciro il Grande (Esra 1:1-4;
6:3-4) è riportata sul
cilindro di Ciro.
L'obbligo di lasciare Roma
per tutti i Giudei durante
il regno di Claudio (41-54
d.C.) è riportato da
Svetonio.
La scoperta di un grosso
altare di pietra fornito di
corna, negli scavi di
Beer-Seba nel 1973 fece luce
su due versetti del libro
del profeta Amos (5:5 e
8:14) che sembravano
suggerire che in quella
città esistesse un
santuario.
La distruzione di Tiro,
famoso porto fenicio
dell'antichità noto per il
culto orgiastico e crudele
di Baal, fu profetizzata nei
minimi dettagli (Ezechiele
26:3-14) dal profeta
Ezechiele nel 586 a.C.,
l'anno che precedette la sua
caduta.
L'esistenza di Gesù Cristo è
riportata anche dal Talmud
Babilonese e da diversi
autori non cristiani, tra
cui Giuseppe Flavio,
Svetonio, Plinio il Giovane,
Luciano, e altri, che
confermano anche eventi come
quello della crocifissione e
la vita dei primi cristiani. |
LA VALLE DELL'EUFRATE

L'ORIGINE DELLA SCRITTURA PRIMA DEL DILUVIO

IL MATERIALE PER LA SCRITTURA

IL CODICE DI AMMURABI

BIBLIOTECA E SCUOLA AI TEMPI DI ABRAMO

ABRAMO E GLI SCRITTI SACRI

PROVE STORICHE NON
CRISTIANE DELL'ESISTENZA DI GESU'

Prove archeologiche a
conferma della Bibbia

altre
scoperte

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