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LA BIBBIA
PROIBITA Sembra
paradossale che un sistema come quello
cattolico, che dovrebbe essere basato proprio
sulla Bibbia, parli di questo libro come di un
testo chiuso, nascosto, inavvicinabile dalla
maggioranza delle persone e che solo ora, grazie
a qualche casa editrice, esso sia finalmente
sciolto da catene secolari.
Come credenti e semplici cristiani, siamo
indubbiamente lieti di tale evento, anche se non
possiamo fare a meno di rilevare come sia stata
la stessa chiesa cattolica romana a diffidare
per lunghi secoli della lettura della Bibbia,
perseguitando coloro che desideravano
accostarvisi senza l'indispensabile imprimatur
cattolico (1).
Un po' di storia
In genere, le repressioni e persecuzioni citate
vengono giustificate asserendo che "erano altri
tempi e che ora la chiesa cattolica è
profondamente cambiata".
Tuttavia ci domandiamo perplessi: la chiesa
Romana che produsse quelle azioni, non fu forse
guidata da papi "infallibili" proprio come oggi?
A tale domanda Giovanni Paolo II risponde
affermativamente. Nell'introduzione al Nuovo
Catechismo si legge che la chiesa Romana
custodisce "in ogni tempo" il deposito della
fede. Diamo uno sguardo alla Storia per averne
conferma.
Il Dictatus Papae di Gregorio VII (1075) e più
tardi la bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII
(18-11-1302) asserivano l'autorità assoluta del
papa, la sua santità e l'impossibilità per
chiunque a criticarne l'operato. È singolare che
tale custodia, tale santità, tale infallibilità,
siano state esercitate scoraggiando e proibendo
la lettura del testo biblico.
Persecuzioni
Un primo atto ufficiale contro la lettura
biblica risale al secolo XIII. Il Concilio di
Tolosa (1229), d'accordo con papa Gregorio IX,
decretò nel canone 14 la proibizione per i laici
di possedere copia della Bibbia. Nel 1234 il
Concilio di Tarragona ordinò che tutte le
versioni della Bibbia nelle lingue parlate
venissero, entro 8 giorni, consegnate ai vescovi
per essere bruciate!
Divieti simili furono emanati in tutta Europa da
vescovi e da Concili provinciali fino al XVI
secolo. Un'attività intensissima si ebbe
soprattutto tra il XVI e XVII secolo, volta a
frenare la diffusione della riforma protestante
in Europa. La nuova Inquisizione romana,
istituita da papa Paolo III con la bolla “Licet
ab initio” del 1542, aveva tra i suoi compiti
anche quello di controllare la produzione, la
vendita e la diffusione degli stampati. Il primo
Indice dei libri proibiti fu compilato nel
dicembre del 1558 sotto il pontificato di Paolo
IV. Vi erano elencate, tra l'altro, 45 edizioni
proibite della Bibbia e del Nuovo Testamento e i
nomi di 61 stampatori responsabili della
pubblicazione di libri eretici.
Persino il Concilio di Trento, pur non
pronunciandosi apertamente sulla lettura della
Bibbia, compose un catalogo di libri di cui
veniva proibita la lettura (sess. 18,
26-2-1562). Un paio di anni più tardi, il 24
marzo 1564, quel catalogo fu pubblicato in una
bolla papale (Index librorum prohibitorum).
Questo documento introduceva dieci Regole, la
quarta delle quali proibiva la lettura della
Bibbia in lingua volgare, se non dietro
particolare licenza del vescovo.
Gregorio XV, nel 1622, eliminò anche questa
remota possibilità revocando tutte le licenze
concesse dai suoi predecessori. Nel 1631, Urbano
VII ingiunse di nuovo a tutti i possessori di
copie della Bibbia di consegnarle alle autorità
per bruciarle, pena la denuncia alla "santa"
Inquisizione. Più recentemente, Pio VII (1820)
condannò con decreto la traduzione italiana
della Bibbia, ivi inclusa quella di mons.
Antonio Martini (1776), arcivescovo di Firenze.
E la Bibbia fu nuovamente posta all'indice dei
libri proibiti!
Oggi, a 30 anni dal Concilio Vaticano II, ci
pensano degli editori a consentire la
distribuzione della Bibbia. Un'apertura che
appare tardiva e che rimane macchiata del sangue
di molti cui la chiesa Cattolica Romana ha
chiuso per secoli il testo biblico. Di quel
sangue non s'è mai chiesto perdono.
Ci auguriamo che reclamizzare oggi la Bibbia
come un bel romanzo affascinante non serva ad
addolcirne il messaggio, e che la voglia di
leggerla non passi con la rapidità di un
consiglio per l'acquisto.
Nota: Fino ai primi del '900 diversi
papi si sono espressi contro la diffusione della
Bibbia. Nel 1849, inoltre, la prima iniziativa
di papa Pio IX una volta ripreso il potere fu di
bruciare tutte le copie "evangeliche" del Nuovo
Testamento (versione Diodati) introdotte in
Roma. Ancora negli anni '30 dello scorso secolo
furono frequenti i roghi di Bibbie evangeliche.
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LE PERSECUZIONI

COSTANTINO

1600 anni di eresie

IL PRIMO VERO
PAPA

LA
RIFORMA

L'ISLAMISMO

LE
CROCIATE

LA BIBBIA
PROIBITA

IL
PROTESTANTESIMO

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