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LE ANTICHE TRADUZIONI
Il Vecchio Testamento venne scritto in ebraico ed il Nuovo
Testamento in greco. Una traduzione vecchia del Vecchio
Testamento, chiamata dei Settanta e risalente al III secolo
A.C. era in uso comune ai giorni di Gesù. Il greco era la
lingua comunemente usata in tutto il mondo romano.
L'antica versione Siriaica, risalente al II secolo D.C.
veniva usata tra i Siri e di essa non si conserva alcun
manoscritto.
La Pesitta Siriaica, risalente al IV secolo
D.C. è basata sull'Antica Siriaica che essa sostituì del
tutto. Pesitta significa semplice. Vi furono poi successive
versioni Siriaiche.
L'Antica Latina, risale al II secolo e
il Vecchio Testamento in essa contenuto venne tradotto non
dall'ebraico, bensì dalla versione dei Settanta.
La
Vulgata è una revisione dell'Antica Latina ad opera di
Girolamo, del periodo 382 - 404 A.D.. Ad eccezione dei
Salmi, il Vecchio Testamento fu tradotto direttamente
dall'ebraico. Divenne la Bibbia dell'occidente per un
periodo di mille anni.
La Copta, nel vernacolo parlato in
Egitto, risale al II secolo D.C: e ad essa seguirono un
certo numero di altre versioni.
Altre traduzioni: Nel IV
secolo vi furono la Etiopica e la Gotica; nel V secolo,
l'Armena; e nel IX secolo l'Araba e la Slava.
Con lo
sviluppo del papato, la Bibbia cadde in generale disuso,
soppiantata dalle decretali e dai dogmi dei concili e dei
papi.
Con la Riforma Protestante si sviluppò un nuovo
interesse per la Bibbia. Al giorno d'oggi, la Bibbia, o
parti di essa, è stata tradotta in più di mille lingue o
dialetti. Si calcola che attualmente nove decimi della
popolazione mondiale possono leggere o ascoltare la Bibbia
nella loro lingua. |
INIZI DEL CANONE
NEOTESTAMENTARIO

LA CRITICA MODERNA

LIBRI APOCRIFI
DEL NUOVO TESTAMENTO

SCRITTI DEI PADRI
APOSTOLICI

I
MANOSCRITTI

LE
BIBBIE STAMPATE

LE
ANTICHE TRADUZIONI

ACCURATEZZA DELLA COPIATURA DEI TESTI

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