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INIZI DEL CANONE
NEOTESTAMENTARIO
Il Nuovo
testamento
stesso accenna al fatto che mentre gli apostoli
erano ancora in vita, e sotto la loro
supervisione, cominciarono ad essere fatte
raccolte degli scritti di questi ultimi, che
venivano considerate Parola di Dio insieme al
Vecchio Testamento.
Paolo reclamò per
il suo insegnamento l'ispirazione divina (1
Corinzi 2:7-13 e 14:37 - 1 Tessalonicesi 2:13)
Lo stesso fece
Giovanni per il libro dell'Apocalisse (Apoc.
1:2)
Paolo scriveva le
sue epistole perchè venissero lette nelle
Chiese.
Pietro scriveva
affinchè "queste cose" restassero nelle Chiese
dopo la sua dipartita (2 Pietro 1:15)
Gli apostoli
scrissero a quanto sembra, molte lettere tenendo
presenti gli immediati bisogni delle Chiese. Per
quanto riguarda le lettere che dovevano essere
preservate per le età future, noi crediamo che
Iddio stesso vegliò e fece la Sua scelta.
I libri del Nuovo
Testamento, apparvero per la prima volta così:
In Palestina:
Matteo, Giacomo, Ebrei
In Asia minore:
Giovanni, Galati, Efesini, Colossesi, 1 e 2
Timoteo, Filemone, 1 e 2 Pietro, 1,2 e 3
Giovanni, Giuda, Apocalisse
In Grecia: 1
e 2 Corinzi, Filippesi, 1 e 2 Tessalonicesi,
Luca
A Creta:
Tito
A Roma:
Marco, Atti, Romani
La Palestina,
l'Asia minore, la Grecia, e Roma erano distanti
tra di loro. I libri del Vecchio Testamento
avevano avuto origine nell'ambito di un solo
piccolo paese, ma i libri del Nuovo Testamento
in paesi grandemente distanti tra loro.
L prime raccolte
furono incomplete. Quello di allora non era un
mondo di strade ferrate, aerei e comunicazioni
radio, come quello in cui viviamo oggi. I viaggi
e le comunicazioni erano lente e pericolose, e
quello che oggi sarebbe un viaggio di poche ore
avrebbe allora richiesto mesi o anni. La stampa
era sconosciuta in quei tempi e la compilazione
di copie a mano era un lavoro lento e laborioso.
Inoltre era un'epoca di persecuzione in cui i
preziosi scritti cristiani dovevano essere
tenuti nascosti, e fino ai giorni di Costantino
non vi furono concili o conferenze della Chiesa
nelle quali i cristiani da parti lontane
potessero riunirsi e confrontare le note su
tutti gli scritti in loro possesso.
I libri spuri:
Oltre i
libri canonici del Nuovo Testamento ve ne furono
molti altri, sia buoni che di natura
fraudolenta. Alcuni erano tanto buoni e di
valore da essere stati per un certo tempo, in
alcune loro parti considerati come scritture,
mentre altri non erano che degli autentici
falsi. Il criterio per giudicare un libro
prima della sua accettazione, consisteva
nell'accertarsi se esso fosse di autentica
origine apostolica. Tale indagine non era
per tutti i casi, in particolar modo per i meno
conosciuti, provenienti da lontane regioni.
Gli scritti tuttora
esistenti, di cristiani che vissero nello stesso
periodo degli apostoli, sono pochi a causa della
natura deteriorabile del materiale adoperato, ed
anche perchè, essendo questo un periodo di
persecuzione, molti di essi andarono spesso
distrutti. Ma benchè pochi, essi recarono la
loro indiscutibile testimonianza della
esistenza, ai loro giorni, di un gruppo di
scritti autorevoli, considerati "SCRITTURA" dai
cristiani, ed abbondano di citazioni e
riferimenti tratti da questi scritti.
Vediamo alcune
citazioni:
Clemente di Roma
nella sua epistola ai Corinzi del 95 A.D. fa
riferimento a: Marco, Luca, Romani, Corinzi,
Ebrei, 1 Timoteo, 1 Pietro.
Policarpo
nella sua lettera ai Filippesi del 110 A.D.
circa, cita Filippesi e riproduce espressioni di
altre 9 epistole Paoline e 1 Pietro.
Ignazio,
nelle sue sette lettere, scritte verso il 110
A.D. durante il suo viaggio da Antochia a Roma,
dove avrebbe subito il martirio, fa citazioni
da: Matteo, 1 Pietro, 1 Giovanni, e da 9
epistole Paoline.
Papia
(70-155 A.D.) discepolo di Giovanni, scrisse
"una spiegazione dei discorsi del Signore" in
cui fa citazioni da Giovanni e riporta
tradizioni circa le origini di Matteo e Marco
L'Epistola di
Barnaba, scritta tra il 90 ed il 120 A.D.,
riporta citazioni da Matteo, Giovanni, Atti, 2
Pietro, ed usa l'espressione "sta scritto", una
formula comunemente impiegata nelle sole
Scritture
Tiziano,
verso il 160 A.D., compose una "Armonia dei
quattro evangeli" chiamata "Diatessaron", e
questo prova che quattro e solo quattro vennero
comunemente riconosciuti tra le Chiese
e altri ancora
come:
La Didachè
(80 - 120 A.D.)
Giustino Martire
(140 A.D.)
Basilide
(117 - 138 A.D.)
Ireneo (130
- 200 A.D.)
Tertulliano di
Cartagine (160 - 220 A.D.)
Dalle precedenti citazioni e da
quella relativa ad Eusebio (che troviamo più
avanti), si riscontrerà che per un certo
periodo di tempo vi fu una lieve variazioni di
opinioni intorno alla canonicità dei vari libri.
Ciò era dovuto semplicemente al fatto che a
causa della lentezza dei mezzi di comunicazione,
data la vasta estensione dell'Impero Romano,
ed a motivo di 300 anni di implacabile
persecuzione, non vi fu alcuna possibilità per
le Chiese, di un chiaro, aperto, ragionevole
tentativo di raggiungere un generale consenso
sulla genuina autorità apostolica dei diversi
libri, fin quando agli inizi del IV secolo,
venne proclamato l'editto di tolleranza da parte
di Costantino.
Eusebio (264
- 340 A.D.), vescovo di Cesarea e storico della
Chiesa, sopravvisse all'imprigionamento durante
la persecuzione di Diocleziano che rappresentò
lo sforzo decisivo di Roma per cancellare
definitivamente il cristianesimo, ed uno dei cui
obiettivi specifici era la distruzione di tutte
le scritture cristiane. Per 10 anni gli agenti
di Roma andarono a caccia di Bibbie, che
venivano bruciate nei pubblici mercati. Per i
cristiani il sapere quali libri componessero le
loro Scritture, non era quindi una futile
questione.
Eusebio visse fino
al regno di Costantino, che accettato il
cristianesimo, fece di lui il suo principale
consigliere religioso. Uno dei primi atti di
Costantino alla sua ascesa al trono, fu
l'ordinazione per le chiese di Costantinopoli,
di 50 Bibbie, da prepararsi sotto la guida di
Eusebio, mediante abili copisti sulla migliore
pergamena, e la cui consegna doveva essere
effettuata da Cesarea a Costantinopoli a mezzo
di carri imperiali.
Quali libri
costituivano il Nuovo Testamento di Eusebio?
Esattamente quelli che costituiscono l'attuale.
Il Concilio di
Cartagine del 397 A.D. diede la sua ratifica ai
27 libri del Nuovo Testamento come li conosciamo
noi, esprimendo quello che era divenuto
l'unanime giudizio delle chiese e il
riconoscimento del LIBRO che era destinato a
divenire LA PIU' PREZIOSA EREDITA' DELL'UOMO. |
INIZI DEL CANONE
NEOTESTAMENTARIO

LA CRITICA MODERNA

LIBRI APOCRIFI
DEL NUOVO TESTAMENTO

SCRITTI DEI PADRI
APOSTOLICI

I
MANOSCRITTI

LE
BIBBIE STAMPATE

LE
ANTICHE TRADUZIONI

ACCURATEZZA DELLA COPIATURA DEI TESTI

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