da "L'Apocalisse", di
E. Donges
Le due "bestie"
(apoc. 13:1-3)
Per fare la guerra contro Israele,
che Iddio ristabilirà ai tempi della
fine come suo popolo e suo testimone
quaggiù, Satana si servirà di due
potenti avversari, chiamati
"bestie".
Le
due "bestie" salgono dall'abisso. La
prima vediamo che sale "dal mare" e
ha dieci corna; la seconda invece ha
soltanto due corna e sale "dalla
terra". Come abbiamo detto si tratta
di due persone dotate da Satana di
una potenza particolare; è soltanto
a causa della loro malvagità che
vengono chiamate "bestie". Non sono
gli unici strumenti di Satana, ma in
loro la potenza di Satana e
l'inimicizia del mondo arrivano al
colmo. Dopo la caduta dell'uomo, e
in modo particolare dopo il
rigettamento del Figliuol di Dio,
Satana è il principe di questo mondo
e viene anche chiamato "il dio di
questo secolo". Quando lo Spirito
Santo e la Sposa celeste di Cristo
avranno abbandonato questa terra, e
Satana vi sarà precipitato, la
povera umanità che, dalla sua caduta
brama essere "in libertà", sarà
completamente schiava di Satana, e
spinta da lui darà pieno corso al
suo odio contro Dio.
II mondo nemico di Dio avrà due
condottieri visibili, diretti da
Satana, il quale rimarrà invisibile
pur abitando sulla terra.
La prima bestia rappresenta il capo
della potenza politica. La seconda
invece il capo della potenza
religiosa e sociale.
Consideriamo dapprima la descrizione
della prima bestia, cioè del capo
della potenza politica.
L'Impero
Romano: la prima "bestia"
(apoc. 13:1-10)
" E vidi salir dal mare una
bestia che aveva dieci corna e sette
teste, e sulle corna dieci diademi,
e sulle teste nomi di bestemmia. E
la bestia ch'io vidi era simile a un
leopardo, e i suoi piedi eran come
di orso, e la sua bocca come bocca
di leone; e il dragone le diede la
propria potenza e il proprio trono e
grande potestà. E io vidi una delle
sue teste come ferita a morte; e la
sua piaga mortale fu sanata, e tutta
la terra meravigliata andò dietro
alla bestia " (vers. 1-3).
"Il dragone", cioè Satana, aveva già
offerto a Gesù Cristo, nella
tentazione, il suo potere e il suo
trono, ma Gesù, che riceverà ogni
cosa in eredità dal Padre, ha
rifiutato. Ora Satana dà "la propria
potenza e il proprio trono e grande
potestà" ad un uomo, alla bestia. Il
mondo si meraviglierà a causa della
"bestia", non soltanto per la sua
grandezza, ma anche perché essendo
un tempo ferita a morte, riappare
adesso sanata e potente.
Come già abbiamo notato, troviamo
nella prima "bestia" l'Impero Romano
che sarà ristabilito sotto un'altra
forma e avrà un carattere satanico.
Ci è detto a questo riguardo:
" La bestia che hai veduta era, e
non è, e deve salire dall'abisso...
E quelli che abitano sulla terra...
si meraviglieranno vedendo che la
bestia era, e non è, e verrà di
nuovo. Qui sta la mente che ha
sapienza. Le sette teste sono sette
monti " (Apoc. 17:8-9). "La
bestia" ha la sua sede a Roma, la
città dai sette colli. La
descrizione che l'angelo ci dà della
bestia ci permette di vedere in lei
l'Impero Romano o Latino.
La
rassomiglianza della descrizione di
questa "bestia", con quella che il
profeta Daniele ci da dell'ultimo
dei quattro grandi imperi è
sorprendente. Daniele ci narra la
sua visione dicendo: " Io
guardavo, nella mia visione
notturna, ed ecco scatenarsi sul mar
grande i quattro venti del cielo. E
quattro grandi bestie salirono dal
mare, una diversa dall'altra. La
prima era come un leone, ... una
seconda bestia, simile ad un orso...
ed un'altra simile ad un leopardo...
Dopo questo, io guardavo, nelle
visioni notturne, ed ecco una quarta
bestia spaventevole, terribile e
straordinariamente forte... era
diversa da tutte le bestie che
l'avevano preceduta, e aveva dieci
corna " (Dan. 7:1-7).
Dunque, sia nell'Apocalisse che in
Daniele la bestia ha dieci corna e
sale dal mare, vale a dire dai
popoli in completo disordine ("Le
acque che hai vedute... son popoli e
moltitudini e nazioni e lingue"
- Apoc. 17:15).
"La bestia" del capitolo 13 riunisce
in sé tutti i caratteri selvaggi dei
tre imperi precedenti. Leopardo: la
rapidità e l'agilità di Alessandro
Magno e del suo regno di Macedonia
formatesi in brevissimo tempo. Orso:
il furore del numeroso esercito del
regno Medo-Persiano che distruggeva
ogni cosa. Leone: l'altezza regale e
la gravità del regno di Babilonia.
Il
fatto che Giovanni vede i quattro
regni nell'ordine opposto a quello
di Daniele è comprensibile. Daniele,
che viveva alla corte del re di
Babilonia, guardando nel futuro ha
visto prima il leone e poi le altre
bestie. Giovanni invece che viveva
al tempo dell'Impero Romano deve
guardare nel passato e quindi
l'ordine viene ad essere invertito.
A questo impero, che possiede i
caratteri dei tre imperi precedenti.
Satana da una grande potenza e il
proprio trono. La bestia "era", cioè
esisteva ancora ai tempi
dell'apostolo Giovanni; e "non è"
nel presente; ma "deve salire
dall'abisso", vale a dire riapparirà
nuovamente e salirà se non dal
"mare", pur tuttavia "dall'abisso" (Apoc.
17:8), dunque ha un'origine
satanica.
L'apostolo continua: " E io vidi
una delle sue teste come ferita a
morte; e la sua piaga mortale fu
sanata; e tutta la terra
meravigliata andò dietro alla bestia
".
La
meraviglia sarà certamente molto
grande, già a causa della rapidità
con la quale l'Impero Romano si
formerà e ciò, come sappiamo, poco
prima del Regno di Cristo (Daniele
7:8-14).
Mentre le dieci corna che la bestia
possiede, sia secondo Daniele che
secondo Giovanni, sono dieci capi
che regneranno insieme e sotto il
capo supremo dell'Impero Romano
(vedi Apoc. 13:1; 17:7; Dan. 7:7),
le teste, che rappresentano sette
colline, sono nello stesso tempo la
figura di sette re simbolici
(17:10). Per meglio dire, si tratta
di sette forme diverse di governo,
poiché è detto: "cinque sono caduti"
e non: "sono morti". Non si tratta
di persone ma di sette forme
governative, forme di costituzioni.
Nota: citiamo qui
le diverse forme di governo del
regno di Roma: 1) re; 2) consoli; 3)
decemviri; 4) tribuni militari; 5)
dittatori; 6) imperatori. La settima
(e ottava) forma sarà ancora un
impero ma formato diversamente, e
cioè da dieci regni sottomessi ad un
capo supremo (Apoc. 17:10-11). Roma
fu fondata nel 753 a.C. Il regno di
Roma, il 4° Impero (Dan. 2:40 e
seg.; Dan. 7:7 e seg.), venne dopo
l'Impero Greco, che subì il colpo
mortale alla presa di Corinto nel
146 a.C. dall'esercito romano.
Nell'anno 395 d.C. l'Impero Romano
si divise in due: orientale e
occidentale. L'Impero Romano
d'occidente prese fine con Odoacre
nel 476. L'Impero Romano d'oriente,
o Bizantino, che comprendeva in
Europa: la Grecia, la Macedonia,
ecc., in Asia: l'Asia Minore, la
Siria (con la Palestina); in Africa:
l'Egitto, ecc., durò invece fino al
1453 quando i Turchi presero
Costantinopoli.
Quando l'apostolo
Giovanni scriveva l'Apocalisse, l'Impero
Romano aveva già conosciuto cinque di
queste diverse forme di governo. Egli
dice: "cinque sono caduti" (17:10). La
sesta forma, cioè l'imperiale, esisteva
al tempo dell'apostolo ed è per questo
che è detto: "uno è". Lo scrittore
continua dicendo: "L'altro (la settima
forma di governo) non è ancora venuto; e
quando sarà venuto, ha da durar poco".
Nota: Qualcosa di
simile è accaduto ai giorni di
Napoleone I che fu anche re di Roma
e che si fece adibire il Quirinale
come palazzo imperiale e che si
nominò lui stesso: Imperatore del
continente. Molti re, indipendenti
in sé, gli erano sottomessi sia in
guerra che in tempo di pace.
Nell'Impero Romano futuro vi saranno
dieci capi che regneranno insieme ma
sottomessi ad un capo supremo: "la
bestia". Questa nuova e ultima forma
di governo andrà pure rapidamente in
perdizione.
Dunque, il prossimo grande
avvenimento della storia politica
mondiale sarà la riapparizione
dell'Impero Romano sotto una nuova
forma di governo, la settima (o
ottava se la settima è stata sotto
Napoleone), e sarà formato da dieci
regni o stati indipendenti diretti
però da un capo supremo.
Nota: Molto
probabilmente il futuro Impero
Romano avrà più o meno le stesse
frontiere di un tempo. Esso
comprendeva: l'Italia, la Francia,
la Spagna, il Portogallo,
l'Inghilterra, il Belgio, la
Germania fino al Reno e al Meno, la
Svizzera, l'Austria. l'Ungheria fino
al Danubio, la Iugoslavia, la
Romania, la Bulgaria, la Turchia
europea, la Grecia, il Nordafrica
(Marocco, Algeria, Tunisi, Tripoli,
Egitto), poi l'Asia Minore, la Siria
e la Palestina. Evidentemente la
Palestina non farà più parte
dell'Impero Romano, poiché formerà
uno stato indipendente.
Nel cap. 17:12 e 13
leggiamo: " E le dieci corna che hai
vedute sono dieci re, che non hanno
ancora ricevuto regno; ma riceveranno
potestà, come re, assieme alla bestia,
per un'ora. Costoro hanno uno stesso
pensiero e daranno la loro potenza e la
loro autorità alla bestia " (confr.
cap. 13:1 e Dan. 7:7).
Nota: In Dan. 7:8
e 24 troviamo un altro particolare.
Tra i dieci regni appare un nuovo
regno dapprima insignificante: " un
altro piccolo corno ". Questo
"corno" fa sì che tre altri re siano
"divelti", ed egli li sostituirà
probabilmente con altri, e poi
arriverà al comando supremo.
Napoleone I ha agito similmente;
egli, che è stato una figura della "
bestia ", ha distrutto molti regni e
re, ha creato nuovi regni e nuovi
troni sui quali poneva i suoi
fratelli e i suoi generali. Questo
"corno" è "la bestia", il quale "a
motivo delle parole orgogliose"
andrà in perdizione (confr. Dan.
7:11 e 23 con Apoc. 13:4-6;
19:19-20).
La
bestia che sale dall'abisso, il capo
supremo dell'Impero Romano nella sua
ultima forma satanica, deve dunque
ancora comparire.
Per quanto riguarda la testa della
bestia che è stata " come ferita a
morte " possiamo ben pensare che si
tratti del breve regno di Napoleone
I, come settima forma dell'Impero
Latino. Egli fu sconfitto e nello
stesso tempo l'Impero Romano che si
stava formando ricevette una "
ferita a morte ". Però la piaga
mortale sarà "sanata" e tutta la
terra ne sarà "meravigliata". Con
questo, il futuro Impero si troverà
in una stretta e misteriosa
relazione con la settima forma di
governo passata. Il modo con cui ciò
avverrà, si vedrà e si capirà
soltanto quando questi avvenimenti
accadranno.
Oltre a ciò, il futuro Impero sarà
formato, come già abbiamo accennato,
da dieci regni sottomessi ad un solo
ed unico capo. Essi regneranno con
lui " un'ora ", vale a dire durante
tutto il tempo o lo stesso tempo
della " bestia ". Leggiamo che la
bestia " aveva dieci corna... e
sulle corna dieci diademi "; e
la spiegazione ci dice: " Le
dieci corna... sono dieci re che...
riceveranno potestà, come re,
assieme alla bestia, per un'ora "
(13:1; 17:12-13). Quest'ora di
regno, con e sotto la "bestia", dura
"quarantadue mesi", tre anni e mezzo
(13:5), e cioè fino alla venuta di
Cristo, quando stabilirà il suo
Regno sulla terra in potenza (Dan.
2:34-35). Durante questi 42 mesi, i
Giudei credenti attraverseranno le
loro più grandi prove ma altresì
potranno sperimentare la protezione
di Dio.
Quando il capo del quarto impero,
l'Impero Romano, sarà ristabilito,
tutta la terra si meraviglierà e,
cosa terribile, adorerà il dragone,
cioè Satana perché ha dato il suo
potere alla "bestia". E non soltanto
questo, ma adorerà anche la bestia
(vers. 4) dicendo: "Chi è simile
alla bestia? e chi può guerreggiare
con lei?".
L'uomo sulla terra si sarà staccato
completamente dall'Iddio vivente e
al suo posto adorerà Satana e la
bestia.
Questa è la fine del progresso
dell'umanità. L'uomo è diventato lo
strumento impotente di Satana e
giace nella polvere davanti a lui
onorandolo e adorandolo. L'uomo
voleva essere indipendente e
liberarsi dall'Iddio di bontà, che è
luce e amore, "il Padre delle
misericordie e l'Iddio d'ogni
consolazione", benché la dipendenza
da Lui significhi vita e felicità.
Ecco che adesso si trova
completamente sotto il potere di
Satana e adora lui, il mentitore e
omicida.
Per lungo tempo, durante migliaia
d'anni. Iddio nella sua mansuetudine
e pazienza si è preso cura degli
uomini ed ha parlato loro
amorevolmente e seriamente. Iddio ha
tanto amato il mondo che ha dato il
suo Unigenito Figliuolo, ma il mondo
non ha voluto ne il suo amore ne la
sua salvezza. Allora Dio lascia
gustare agli uomini l'amaro frutto e
le conseguenze della durezza del
loro cuore.
" E le fu data (cioè alla
bestia) una bocca che proferiva
parole arroganti e bestemmie, e le
fu data potestà di agire per
quarantadue mesi ". La bestia
riceve da Satana forza e potere e si
rivolta e bestemmia contro Dio,
contro la sua Chiesa già glorificata
nel cielo e contro i santi sulla
terra. " Ed essa aprì la bocca per
bestemmiare contro Dio, per
bestemmiare il suo nome e il suo
tabernacolo e quelli che abitano nel
cielo " (vers. 6).
Durante questo corto ma terribile
periodo di quarantadue mesi. Satana
e la bestia manifesteranno sulla
terra tutta la loro ira ed
inimicizia. Durante lo stesso tempo
Israele si troverà nel crogiuolo,
affinchè l'argento sia purificato
dalle scorie (Isaia 48:10); e ancora
in questo stesso periodo l'uomo
sulla terra dovrà sperimentare cosa
significhi aver scelto Satana e non
Dio come Signore. Per questo Satana
e la bestia hanno pieno potere'e
vittoria assoluta nella loro lotta
contro il popolo di Dio e contro
tutti gli uomini: " E le fu dato di
far la guerra ai santi e di
vincerli; e le fu data potestà sopra
ogni tribù e popolo e lingua e
nazione. E tutti gli abitanti della
terra i cui nomi non sono scritti
fin dalla fondazione del mondo nel
libro della vita dell'Agnello che è
stato immolato, l'adoreranno" (vers.
7-8).
Qui notiamo nuovamente la
rassomiglianza che vi è tra la
"bestia" dell'Apocalisse e il
"piccolo corno" che il profeta
Daniele vide sulla quarta bestia,
cioè l'Impero Romano. In Dan. 7:21
leggiamo: " Io guardai, e quello
stesso corno ("un altro piccolo
corno", vers. 8) faceva guerra ai
santi e aveva il sopravvento ".
A riguardo della "bestia" è detto:
" E le fu dato di far guerra ai
santi e di vincerli " (Apoc.
13:7). Del "piccolo corno" è detto
in Dan. 7:25, che " proferirà
parole contro l'Altissimo "; e
della "bestia" è scritto: " Ed
essa aprì la bocca per bestemmiare
contro Dio ". Oltre a ciò
sappiamo che potenza ed autorità
saranno date nelle mani del "piccolo
corno" per "un tempo (un
anno), dei tempi (due anni),
e la metà d'un tempo (mezzo
anno)" (Dan. 7:25). La
potenza della "bestia" ha la stessa
durata, cioè "quarantadue mesi"
(Apoc. 13:5). Il piccolo corno
descritto da Daniele, come vediamo
chiaramente, è dunque il capo
supremo dell'Impero Romano degli
ultimi giorni.
In
quei giorni le preghiere dei Giudei
credenti, che saranno perseguitati,
saliranno ininterrottamente al trono
di Dio, come le supplicazioni di
quella vedova, nella parabola del
giudice iniquo dell'evangelo di
Luca, che perseverò fino a che il
giudice le fece giustizia. Questa
parabola pronunciata dal Signore
Gesù, è per consolare il residuo
fedele d'Israele quando si troverà
in quei tempi difficili; alla fine è
detto: " E Dio non farà egli
giustizia ai suoi eletti che giorno
e notte gridano a lui, e sarà egli
tardo per loro? Io vi dico che farà
loro prontamente giustizia ". Il
Signore fa però una domanda molto
seria: "Ma quando il, Figliuol
dell'uomo verrà, troverà egli la
fede sulla terra?" (Luca
18:1-8), vale a dire: troverà Egli
questa fede nella costanza e nella
preghiera?
Il
residuo fedele giudaico, nella sua
distretta, griderà:
" O Dio, le nazioni sono entrate
nella tua eredità, hanno contaminato
il tempio della tua santità, han
ridotto Gerusalemme in un mucchio di
rovine... Fino a quando, o Eterno?
Sarai tu adirato per sempre? La tua
gelosia arderà essa come un
fuoco?... Soccorrici, o Dio della
nostra salvezza, per la gloria del
tuo nome... Giunga dinanzi a te il
gemito dei prigionieri; secondo la
potenza del tuo braccio, scampa
quelli che son condannati a morte
... E noi, tuo popolo e gregge del
tuo pasco, ti celebreremo in
perpetuo, pubblicheremo la tua lode
per ogni età " (Salmo 79).
In
tal modo griderà il residuo
d'Israele, quando si troverà nella
fornace della prova; mentre gli
iniqui nel loro disprezzo ed
orgoglio diranno: "Non c'è Dio!"
e: "l'Eterno non farà inchieste";
e ancora: "Iddio dimentica,
nasconde la sua faccia, mai lo
vedrà" (Salmo 10:4-11).
In
mezzo alla descrizione della
situazione dolorosa di questi
sofferenti, vi è pure un
ammonimento: " Se uno ha
orecchio, ascolti. Se uno mena in
cattività andrà in cattività; se uno
uccide con la spada, bisogna che sia
ucciso con la spada. Qui sta la
costanza e la fede dei santi "
(Apoc. 13:9-10). Nella loro
sofferenza non devono sguainare la
spada, come Pietro (Matt. 26:51), ma
attendere la liberazione dell'Eternò
nella costanza e nella fede dei
santi.
L'anticristo: la seconda "bestia"
(apoc. 13:11-18)
" Poi vidi un'altra bestia, che
saliva dalla terra, ed aveva due
corna come quelle d'un agnello, ma
parlava come un dragone. Ed
esercitava tutta la potestà della
prima bestia, alla sua presenza; e
faceva sì che la terra e quelli che
abitano in essa adorassero la prima
bestia la cui piaga mortale era
stata sanata. E operava grandi segni
fino a far scendere del fuoco dal
ciclo sulla terra in presenza degli
uomini " (vers. 11-13).
Oltre alla prima bestia, l'Impero
Romano, abbiamo anche una seconda
"bestia". La prima, una potenza
mondiale politica, uscì dal "mare",
cioè si formò dalla massa dei popoli
in sommossa. "L'altra bestia"
misteriosa sale invece "dalla
terra", dunque dalla terraferma, da
un terreno dove regna un ordine ben
stabilito. Potremmo forse dare
qualche particolare per quanto
concerne " la terra ". Come nel
terzo giorno della creazione le
acque furono separate dalla " terra
", così Iddio, dopo il peccato di
Adamo e dopo il giudizio nei giorni
di Noè, separò, dal mare dei popoli,
la nazione d'Israele quale
terraferma. Di qui vediamo che " la
terra " è il popolo d'Israele.
In
verità la seconda bestia esce dal
popolo d'Israele come del resto lo
vediamo in diversi passi della
Parola.
La
" bestia ", a prima vista, sembra un
" agnello ". Anche ciò è
significativo. È un'imitazione del
vero Agnello, il Figliuol di Dio.
Essa ha due " corna "
insignificanti, come un agnello.
Le corna sono l'emblema della forza.
Il Signore Gesù Cristo, il vero
Agnello, è Sacerdote e Re. La
seconda bestia tenterà di
appropriarsi anche di queste due
glorie. Però l'orecchio ammaestrato
da Dio ed esercitato a discernere il
bene dal male non potrà ingannarsi,
poiché la " bestia " ha una voce
satanica: "Ma parla come un
dragone". Molti avvertimenti del
Signore si riferiscono a questa "
bestia ". Così quando dice:
"Guardatevi dai falsi profeti i
quali vengono a voi in vesti da
pecore, ma dentro son lupi rapaci"
(Matt. 7:15). Veramente " la bestia
" è un falso profeta, anzi il falso
profeta, l'Anticristo.
Il
Signore ha sovente parlato di ciò
per mezzo dei profeti ed ha
annunciato che dal popolo d'Israele,
quando riapparirà come "terra" vale
a dire quando sarà nuovamente
riunito e politicamente ben ordinato
e stabilito), uscirà il falso messia
e troverà quivi successo.
Udiamo per esempio il Signore Gesù
dire ai Giudei increduli: "Io son
venuto nel nome del Padre mio, e voi
non mi ricevete; se un altro verrà
nel suo proprio nome, voi lo
riceverete" (Giov. 5:43). Costui
è appunto l'anticristo, il falso
messia d'Israele, che Satana
introdurrà come profeta e re.
Egli non apparirà subito come
"l'empio", come "l'uomo del
peccato, il figliuolo della
perdizione" ma si manifesterà
come tale soltanto in seguito, e
arriverà "fino al punto da porsi
a sedere nel tempio di Dio,
mostrando se stesso e dicendo che
egli è Dio" (2 Tess. 2:3-10).
Abbiamo dunque davanti agli occhi "
l'anticristo ", come lo chiama
l'Apostolo Giovanni; egli è "
colui che nega che Gesù è il Cristo
(il Messia) " (1 Giov. 2:22).
Ciò nonostante troverà dei seguaci
nella cristianità infedele, anzi già
adesso suo spirito è in attività nei
paesi cristiani ed è caratterizzato
dal fatto " che nega il Padre e
il Figliuolo " (1 Giov. 2:22).
Egli è quel "re" del quale Daniele
diceva nelle sue profezie :
" E il re agirà a suo talento, si
estollerà, si magnificherà al di
sopra d'ogni dio... prospererà
finché l'indignazione (sopra
Israele) sia esaurita " (Dan.
11:36; vedi anche Is. 30:33). Oltre
a ciò è anche " il pastore " che
agirà perfidamente in Palestina,
finché il Signore stesso non lo
giudicherà e non lo "distruggerà
col soffio della sua bocca"
(Zacc. 11:16-17; 2 Tessalonicesi
2:8).
Che l'anticristo sia un Giudeo si
vede anche in Daniele 11:37 dov'è
parlato dell'Iddio " dei suoi padri
" e " della divinità favorita delle
donne " (leggi: del desiderio delle
donne) vale a dire dell'attesa del
vero Messia. È evidente che ogni
donna credente in Israele sperava
che il suo figliuolo fosse il Messia
promesso, il bramato Salvatore.
L'anticristo non ha riguardo né a
"Dio" né al "suo Unto", il Messia
promesso.
Anche dimenticando questi passi
dovremmo lo stesso ammettere, per
altri motivi, che l'anticristo sarà
un Giudeo. Potrebbe egli avere un
barlume di speranza di essere
accettato dai Giudei come il messia
se non fosse egli stesso un Giudeo?
Se
ci mettiamo col pensiero al posto
del popolo giudeo al tempo
dell'apparizione dell'anticristo,
possiamo benissimo comprendere il
gioco di Satana che introduce il
falso messia. Il residuo fedele sarà
allora in attesa del vero Messia;
dei testimoni predicheranno la sua
prossima venuta, la sconfitta delle
potenze pagane per stabilire il suo
Regno. Ed ecco che appare il profeta
di Satana, l'anticristo. Gli eletti
lo riconoscono a causa della sua
voce, poiché parla " come un dragone
"; questa non è la voce del buon "
Pastore ", ma quella di Satana.
Dalla bocca dell'anticristo non
uscirà certamente una sola parola di
conforto o di pace per l'anima
stanca ed aggravata. Il Signore
stesso metteva in guardia contro
costui come contro tutti i " falsi
profeti " e i " falsi cristi " di
quest'epoca (Matteo 24:23-27).
Ma
il potere di seduzione e il pericolo
della tentazione sarà molto grande
per i Giudei degli ultimi tempi.
Prima di tutto, l'anticristo (il
falso profeta, la seconda "bestia")
stringerà alleanza e farà un accordo
con la prima " bestia ", il capo
dell'Impero Romano, e ciò le
permetterà di assicurarsi una
posizione di altissima autorità.
Questa alleanza tra l'anticristo e
l'Impero Romano è in vista di una
protezione contro una potenza
politica nemica. In diversi profeti
è parlato di questa potenza del nord
della Palestina che esisterà prima
della venuta di Cristo e prima della
liberazione di Gerusalemme. Essa
sarà al posto dell'Assiria,
l'accanito nemico d'Israele, ed è "
il re del settentrione". Troviamo
questo in Isaia 28:15-21 dove il re
del nord è sovente nominato "
l'inondante flagello " e contro il
quale l'anticristo cerca invano
protezione. Anche il profeta Daniele
annuncia che la potenza di Roma e
del mondo occidentale, " il piccolo
corno ", stabilirà " un saldo patto
con molti " cioè con la massa dei
Giudei professanti a capo dei quali
si troverà appunto l'anticristo
(Dan. 9:27).
L'anticristo ha una posizione di
forza a causa del patto che ha fatto
con il capo dell'Impero Romano e
presso al quale " esercita tutta la
potestà della prima bestia... e
faceva sì che la terra e quelli che
abitano in essa adorassero la prima
bestia " (esercita dunque le
funzioni di sacerdote del capo
romano), ma per di più ha il potere
di " operare grandi segni ".
Nel libro di Giobbe vediamo che
Satana può (con il permesso di Dio,
evidentemente) metter mano ai
fenomeni della natura; egli scatenò
un vento di tempesta sulle
possessioni di Giobbe.
Così pure Satana darà all'ultimo e
più grande dei suoi strumenti,
all'anticristo, tale potenza. Di
questa seconda bestia è detto: " E
operava grandi segni fino a fare
scendere del fuoco dal cielo sulla
terra in presenza degli uomini "
(vers. 13). Dunque, ciò che Elia
fece sul monte Carmel davanti ai
profeti di Baal per dimostrare che
era un testimone dell'unico vero
Dio, adesso lo fa la seconda
"bestia" l'anticristo, per far
valere i suoi diritti. E come Gesù
Cristo dimostrò di essere Figliuolo
di Dio " mediante opere potenti e
prodigi e segni " (Atti 2:22), così
l'anticristo tenterà nello stesso
modo di giustificarsi come Messia.
Ci è detto di lui: " La venuta di
quell'empio avrà luogo, per l'azione
efficace di Satana, con ogni sorta
di opere potenti, di segni e di
prodigi bugiardi" (2 Tess. 2:9).
Egli sedurrà coloro che abitano
sulla terra e li costringerà a fare
un'immagine della prima bestia. "
E le fu concesso di dare uno spirito
(o per meglio dire l'alito, non la
vera vita) all'immagine della prima
bestia, onde l'immagine della bestia
parlasse e facesse sì che tutti
quelli che non adorassero l'immagine
della bestia fossero uccisi "
(vers. 14-15).
La
seconda bestia, l'anticristo, farà
dunque " un'immagine " del capo
supremo dell'Impero Romano futuro,
forse una statua, le darà l'alito e
la parola. In questo modo riuscirà a
sedurre i Giudei increduli e "
coloro che abitano sulla terra "
affinchè adorino l'immagine della
prima bestia " che aveva ricevuta la
ferita della spada ed era tornata in
vita". E tutti coloro che non
adoreranno " l'immagine della bestia
" saranno uccisi.
Nota: Nel Salmo
115 si sprezzano gli idoli: "Hanno
bocca e non parlano... la loro gola
non rende alcun suono". Satana ha
però fatto un capolavoro per sedurre
le genti: un idolo che ha fiato e
che parla. Per questo tutti coloro
che abitano sulla terra ne saranno
sedotti e gli renderanno omaggio.
Iddio permette questo inganno
satanico, poiché gli uomini e in
modo particolare Israele non hanno
dimostrato nessun amore per la
verità. Iddio manderà loro
"efficacia d'errore onde credano
alla menzogna, affinchè tutti quelli
che non hanno creduto alla verità ma
si son compiaciuti nell'iniquità,
siano giudicati". Quale triste
situazione!
Dobbiamo pensare che l'Oriente, cioè
Gerusalemme, sarà il luogo dove
l'anticristo metterà l'immagine del
capo supremo dell'Impero d'occidente
che regnerà a Roma. Di modo che
anche i sedotti d'oriente avranno
un'immagine visibile del grande capo
dell'ultimo impero. Adorando qui
l'immagine, adorano "la bestia"
stessa che si trova lontana, e
adorano nello stesso tempo pure
Satana (confr. Apoc. 13:4 e 8 con
vers. 12 e 15).
Infine, cioè nella seconda metà
dell'ultima settimana d'anni di
Daniele, l'immagine verrà posta nel
tempio che i Giudei costruiranno
nella loro infedeltà, nel luogo
santo stesso (Daniele 11:31; 12:11).
È persino detto che "il figliuolo
della perdizione", l'anticristo, si
porrà a sedere nel "tempio di Dio" e
dirà di se stesso che è Dio (2 Tess.
2:4). L'adorazione dell'anticristo è
strettamente legata con l'adorazione
di Satana e anche della "bestia".
Nota: già nell'antichità gli
imperatori romani pagani esigevano
onori divini, perciò mettevano la
loro statua nel templi pagani.
Quindi l'adorazione "dell'immagine
della bestia", del capo supremo
dell'Impero Romano, non sarà niente
di nuovo, bensì l'appoggio di Satana
e dell'anticristo.
Satana cerca di formare una specie
di trinità di origine infernale, per
contraffare quella di origine
celeste alla quale però Israele e
gl'increduli non hanno voluto
sottomettersi. Satana sarà quindi
adorato, ricevendo l'onore e
l'omaggio che appartiene a Dio (12:9
e 12; 13:4), e l'anticristo, "l'uomo
del peccato", sarà adorato al posto
di Cristo (Apoc. 13:11; 2 Tessal.
2:3-4). Come terzo elemento della
trinità satanica abbiamo
"l'immagine" della prima bestia, che
può parlare poiché ha "uno spirito".
Questa è al posto dello Spirito
Santo per il quale i riscattati di
Dio adorano il Padre e il Figliuolo.
In
verità un tale giudizio dalla parte
di Dio non è mai caduto sugli
abitanti di questo povero mondo.
Però, come i fedeli nei giorni di
Daniele non si prostrarono dinanzi
all'aurea immagine di Nebucadnetsar,
il capo del primo impero mondiale,
così neppure il residuo fedele
giudaico adorerà l'immagine della
bestia, del capo dell'ultimo impero
mondiale.
Quando nella metà dell'ultima
settimana d'anni (al principio della
quale il capo dell'Impero Romano
aveva fatto un patto con i Giudei
increduli - vedi Dan. 9:27), la
distretta arriverà al colmo e
"l'abominazione della desolazione"
si porrà "in luogo santo", nel
tempio di Gerusalemme, allora il
residuo fedele ("la donna" del cap.
12) fuggirà dalla Giudea (Matt.
24:15).
Nota: "
Abominazione " è un'espressione ben
conosciuta nella Parola di Dio e
significa idolatria.
Il marchio
della bestia
Grande e terribile sarà l'afflizione
sulla terra e in modo particolare in
Palestina.
La Bibbia ci dice ancora: " E (la
seconda "bestia") faceva sì che a
tutti, piccoli e grandi, ricchi e
poveri, liberi e servi, fosse posto
un marchio sulla mano destra o sulla
fronte, e che nessuno potesse
comprare o vendere se non chi avesse
il marchio, cioè il nome della
bestia o il numero del suo nome. Qui
sta la sapienza. Chi ha intendimento
conti il numero della bestia, poiché
è numero d'uomo; e il suo numero è
666 " (vers. 16-18).
L'anticristo, "il falso profeta"
(Apoc. 19:20) non si attribuisce
soltanto ogni potere nel campo
religioso, ma anche su ogni
commercio e traffico. Più nessuno
può comprare o vendere, più nessuno
può trattare un affare se non porta
sulla mano destra o sulla fronte un
marchio, un distintivo, che dimostri
la sua dipendenza dal capo del
regno, la "bestia" romana.
Una certa forma di libertà è
rimasta, poiché uno può scegliere se
apporre il marchio "sulla mano o
sulla testa", però deve essere alla
mano destra o sulla fronte di modo
che si riconosca immediatamente.
Vediamo ancora un sembiante di
libertà nel fatto che si può
scegliere tra il nome della bestia e
il suo numero. Satana è furbo. Egli
lascia i suoi schiavi nell'illusione
di essere uomini liberi. Ma guai a
colui che va contro la sua volontà!
In quei giorni, dunque, chiunque non
porterà sotto questa o quella forma
il marchio della bestia, sarà
espulso dalla società e dal
commercio senza alcun riguardo al
suo rango sociale, e sarà lasciato
deperire o morire. E tutti coloro in
Israele che non sono stati
"suggellati" da Dio, e tutti quelli
"che abitano sulla terra", e tutti
coloro i cui nomi non sono "scritti
nel libro della vita dell'Agnello",
già fin dalla fondazione del mondo,
accetteranno il marchio della bestia
malgrado l'avvertimento di Dio
(leggi Apoc. 14:9-12).
Invece della
libertà tanto desiderata, vi sarà
allora sulla terra un terribile
regime terrorista, come non è mai
esistito.
Nel campo religioso regnerà una
schiavitù sotto la religione dello
stato, sotto la potenza di Satana e
l'immagine della bestia. Nel campo
commerciale saranno pure eliminati
tutti coloro che non portano " il
marchio della bestia ". Il governo
tirannico in un terribile tempo di
rivoluzione; il fanatismo cieco di
uomini religiosi in un tempo di
persecuzioni sanguinarie; il furore
dei terroristi contro tutti coloro
che non seguono la loro bandiera;
tutte queste potenze messe insieme
non sono che una pallida figura in
confronto alla tirannia di Satana e
al giogo di ferro "della bestia" nei
tempi della fine.
A questo tempo
terribile farà seguito il beato
regno di pace e di giustizia del
Signore Gesù Cristo sulla terra. Il
suo "giogo" sarà "dolce" anche per
il suo popolo, come lo è oggi per
noi, e il suo "carico leggero".
Prima però dovrà essere compiuto ciò
che l'Eterno disse al suo popolo
Israele, avvertendolo: " E perché
non avrai servito all'Eterno, al tuo
Dio, con gioia e di buon cuore in
mezzo all'abbondanza di ogni cosa,
servirai ai tuoi nemici... essi ti
metteranno un giogo di ferro sul
collo " (Deut. 28:47,48).
[Nota del
curatore: Osservando i ritmi
dello sviluppo tecnologico, è
facile prevedere che
l'Anticristo avrà a disposizione
potenti mezzi elettronici per i
suoi piani di controllo globale.
In condizioni di normalità,
nessuno è in grado di
controllare la mente di un'altra
persona, anche se taluni ci
provano continuamente:
ipnotismo, messaggi subliminali,
pubblicità mirata, droghe, etc.
Non potendo controllare la mente
altrui, la cosa migliore da fare
diventa quindi il controllo
delle finanze altrui.
Già oggi le transazioni
finanziarie a livello mondiale
vengono controllate
elettronicamente, e le
comunicazioni vengono monitorate
regolarmente (eclatante qualche
tempo fa fu la notizia della
rete spionistica Echelon).
Il controllo ultimo e totale
arriverà quando tutte le persone
saranno obbligate ad avere un
marchio di riconoscimento senza
il quale non potranno né
comprare né vendere alcuna
merce, incluso il cibo, i
servizi e ogni altra cosa. Anche
se non possiamo sapere con
precisione in cosa consisterà
questo marchio, alcuni vedono
nella moderna tecnologia una
probabile candidata. Ad esempio,
si leggono sempre più spesso
notizie di questo tipo:
"Un'azienda legata allo sviluppo
digitale, ha annunciato di aver
sviluppato un chip
d'identificazione miniaturizzato
e impiantabile chiamato
Verichip, che può essere usato
nel campo medico, della
sicurezza e delle emergenze. Il
chip ha le dimensione della
punta di una penna a sfera. In
esso sono contenute numeri di
identificazione e altri dati.
[...] L'inserimento
dell'apparecchio richiede solo
un'anestesia locale, una leggera
incisione e al massimo un
semplice bendaggio adesivo".
Le scuse che saranno date per
l'introduzione del "marchio"
potranno essere di varia natura:
per arginare il terrorismo
dilagante, per controllare il
crimine organizzato, per fermare
il traffico di droga, per
impedire la fuga di capitali, o
anche per una redistribuzione
finanziaria a livello mondiale
dopo un collasso finanziario
globale, o qualsiasi altra
spiegazione farà allora comodo
dare. Comunque, a quel punto,
non saranno le ragioni date che
conteranno, ma sarà la persona
in vista di cui queste cose
saranno ordinate ed eseguite:
l'Anticristo.]
Il numero
666
" Qui sta la
sapienza. Chi ha intendimento conti
il numero della bestia, poiché è
numero d'uomo; e il suo numero è 666
".
L'espressione del
versetto 18: "Qui sta la sapienza"
vuoi dire semplicemente: ecco qui la
spiegazione per l'uomo savio e
assennato. Troviamo la stessa cosa
nel cap. 17:9 dove l'apostolo svela
il segreto della "donna" e della
"bestia"; anche lì sta scritto:
"Qui sta la mente che ha sapienza.
Le sette teste sono sette monti".
Il fedele e
accorto servitore di Dio, trovando
nel nome di quel dominatore il
numero 666, riconoscerà in lui "la
bestia" che ha da venire.
È noto che nelle
lingue antiche, certe lettere
significano un numero ben
determinato (come è noto, per
esempio, la lettera X in latino
indica il numero dieci, la lettera C
il numero 100, ecc.). Se la somma
dei numeri di ogni lettera del nome
del futuro dominatore da 666, il
fedele servitore riconoscerà
immancabilmente che il portatore di
quel nome è "la bestia che deve
salir dall'abisso".
Il suo regno, il quarto e l'ultimo
impero mondiale, sarà rovesciato da
Cristo, la "Pietra" che deve
"staccarsi dal monte, senz'opera di
mano" per far posto al Regno "del
Signor nostro e del suo Cristo": il
Millennio (Dan. 2:31-45; Apoc.
11:15).
Invano la
curiosità dell'uomo di oggi cerca di
trovare il personaggio preannunciato
con l'aiuto del numero 666, e di
poter indicare con sicurezza chi
personificherà "la bestia che deve
salir dall'abisso" (le varie
interpretazioni circa il significato
del numero 666 dimostrano come sia
impossibile determinare in anticipo
il nome della "bestia"). Ciò
nondimeno il numero 666 è molto
interessante.
Il numero 6
esprime lavoro e fatica poiché
corrisponde al numero dei giorni
feriali, i giorni di lavoro. Se a
questi giorni manca il settimo, il
giorno del riposo del Signore, essi
sono l'espressione
dell'imperfezione. Il numero 6 è
quindi il numero dell'insufficienza
dell'uomo, anche se si trova
all'apice della sua carriera. Il
gigante Goliath, il nemico di Davide
(l'unto di Dio in Israele) era alto
6 cubiti e un palmo! Iddio però
diede il gigante nelle mani del suo
Unto. Quando il numero 6 è ripetuto,
troviamo che all'insufficienza
dell'uomo vengono ad aggiungersi la
sua cattiveria e la sua arroganza.
L'immagine d'oro che Nebucadnetsar,
il capo del primo impero mondiale,
fece erigere nella provincia di
Babilonia per essere adorato,
misurava sessanta cubiti di altezza
e sei cubiti di larghezza (Dan.
3:1).
Il "numero della
bestia" è 666, dunque un 6 triplo.
Esso ci parla dell'uomo peccatore al
colmo della sua sapienza, all'apice
umanamente raggiungibile, ma che non
giunge però fino alla gloria di Dio.
Il 6 è vicino al 7, il numero della
perfezione divina, ma non lo
raggiungerà mai.
Bisogna ancora
aggiungere che, come il numero 666
esprime un triplice 6, questo
dominatore della fine si approprierà
ogni onore e gloria e arriverà,
nella sua rivolta contro a Dio, a
dire ch'egli è dio. Iddio invece lo
chiama: "bestia", perché appunto non
ha ne timore di Dio ne dipendenza da
Dio, ne comunione con Dio; tre cose
che formano l'ornamento e
l'elevatezza dell'uomo.
Senza dubbio
alcuno, la prima e la seconda
bestia, cioè il capo del quarto
impero e l'anticristo, sono la più
alta e la più potente manifestazione
dell'umanità senza Dio. Per questo
il suo numero è 666.
Quant'è bello che
il prezioso nome di Gesù in greco,
la lingua del Nuovo Testamento,
porti il numero 888 (il nome Gesù in
greco è scritto: I E S O U S. Qui
abbiamo I = 10; E = 8; S = 200; O =
70; U = 400; S = 200; totale = 888).
Gesù Cristo, il
Figliuolo di Dio, s'è fatto uomo:
l'uomo completamente dipendente da
Dio, il Figliuol dell'uomo. Colui
che ha pienamente onorato Dio in
questo mondo malvagio.
Per mezzo della Sua morte e della
Sua risurrezione è diventato il
nostro Salvatore, Capo di una nuova
creazione; e Iddio l'ha posto al
disopra di ogni principato e potestà
e l'ha innalzato alla Sua destra e
porrà ogni cosa sotto di Lui. Non è
certamente per caso che il numero
del Suo nome glorioso, nome a cui
ogni ginocchio si piegherà, sia 888;
in contrasto con quello della
"bestia" che è 666. Il numero 8
designa il principio di un nuovo
ordine di cose. Così per esempio
l'ottavo giorno dell'antico patto (confr.
Lev. 9:1; 12:3; 14:10; 23:11;
36:39), poiché la settimana ha solo
7 giorni, si è trovato ad essere il
primo giorno del nuovo patto, il
giorno della risurrezione in gloria
del Signore, della vittoria su
Satana, sul peccato, sulla morte e
sul mondo.
Quale contrasto
vi è tra "il Figliuol dell'uomo che
è nel cielo" (Giov. 3:13; confr.
Atti 7:56; Salmo 80:17) e "l'uomo di
peccato", l'apoteosi dell'uomo
infedele a Dio. Lo stesso contrasto
lo troviamo anche con il capo
dell'ultimo grande impero, che
malgrado la sua autorità e potenza
non è davanti a Dio che una
"bestia". Non notiamo, già nei
nostri giorni, come l'orgoglio
dell'uomo aumenta? Con "l'uomo di
peccato", che "mostrando se stesso
dirà ch'egli è Dio" (2 Tess. 2:4) e
col capo dell'Impero Romano futuro,
il quale sarà anche adorato,
l'esaltazione dell'uomo giungerà al
colmo.
È significativo
vedere che oggi nel mondo non si
dice più come un tempo: "Iddio non
esiste" ma si comincia a dire che
Dio è dappertutto, è nell'uomo. Più
l'uomo crede di trovare Dio in se
stesso, più crede di essere egli
stesso Dio. Iddio viene dunque
lentamente smosso dal suo posto e
l'uomo s'innalzerà fino a che
giungerà a dire d'essere Dio. Questo
lo vediamo e udiamo già nei nostri
giorni, e caratterizza il nostro
tempo.
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