Sulla pietra angolare dell'edificio
delle Nazioni Unite è scritta la
citazione di parte di una profezia
biblica. Essa dice:
«...
essi delle loro spade fabbricheranno
vomeri d'aratro, e delle loro lance,
roncole; una nazione non leverà più
la spada contro un'altra, e non
impareranno più la guerra » (Isaia
2:4).
Questo è un nobile pensiero ed è
stato citato spesso da uomini che
cercano la pace per questo mondo
irrequieto. C'è però un problema
nella citazione ed è per questo che
crediamo che le Nazioni Unite non
porteranno mai una pace duratura al
mondo. Le parole sono state estratte
dal loro contesto. Il significato
del brano ha da fare con l'epoca in
cui da Gerusalemme il Messia regnerà
sulla terra e giudicherà tra le
nazioni in un visibile, attuale e
storico regno di Dio sulla terra. I
popoli della terra verranno al
Signore in quei giorni e gli
chiederanno d'insegnar loro le sue
vie. La conoscenza di Dio sarà
universale (Isaia 2:3). Questa è
l'epoca per la quale Gesù ci ha
insegnato a pregare nel Padre
Nostro: «... venga il tuo regno; sia
fatta la tua volontà anche in terra
com'è fatta nei cieli » (Matteo
6:10).
Inutilmente oggi gli uomini cercano
la pace quando respingono e
scacciano dai loro cuori il Principe
della pace, Gesù Cristo. Il nome di
Cristo non è ricordato nella
preghiera conclusiva alle Nazioni
Unite. In realtà Gesù è stato
escluso dalle premesse. L'uomo ha
rigettato l'unica speranza di pace
secondo la Bibbia.
La
pace è oggi a disposizione
dell'individuo che invita Cristo nel
suo cuore e gli permette di regnare
sul trono della sua vita. Ma la
Bibbia insegna che la pace duratura
sarà data al mondo solo dopo il
ritorno di Cristo.
Ai
governanti del mondo è stato detto
per mezzo di molte profezie che Dio
invierà il suo Re per governare
sulla terra e stabilire un regno di
pace, di rettitudine e di giustizia
al posto del loro governo empio,
egoistico e violento. Gesù ritornerà
in un'epoca di catastrofe mondiale,
quando l'uomo sarà ad un passo
dell'autodistruzione. Gli uomini,
nella loro maggioranza, avranno
completamente rigettato il vero Dio
e il suo Figliuolo, Gesù il Messia,
come è stato previsto molto tempo fa
dal salmista: « I re della terra si
ritrovano e i principi si
consigliano assieme contro l'Eterno
e il suo Unto (Cristo), dicendo:
Rompiamo i loro legami, e gettiamo
via da noi le loro funi » (Salmo
2:2-3).
Nonostante i tentativi dell'uomo per
stabilire il suo governo e per
scacciare Dio dal mondo, Dio
stabilirà il suo Re, il Messia Gesù,
come il salmista afferma andando
avanti nella sua previsione: «
Eppure, dirà, io ho stabilito il mio
re sopra Sion, monte della mia
santità » (Salmo 2:6).
Molti governanti oggi pur
proclamandosi cristiani non credono
che Gesù Cristo ritornerà sulla
terra letteralmente e fisicamente.
Alcuni insegnano che Cristo ritorna
spiritualmente quando le persone lo
accettano e dicono che questo è il
senso delle varie predizioni
riguardo il suo ritorno. Altri
insegnano che Gesù un giorno
ritornerà, ma studiare ciò o
parlarne è irrilevante. Questi
ultimi sono peggiori dei primi,
perché nel Nuovo Testamento un
versetto su venticinque ha da fare
con la seconda venuta di Cristo, e
la sopravvivenza dell'umanità e il
compimento di centinaia di promesse
senza condizione, fatte specialmente
al residuo credente del popolo
ebraico, si basano sulla seconda
venuta di Cristo sulla terra. In
realtà nell'Antico Testamento ci
sono più di 300 profezie intorno
alla prima venuta di Cristo (e tutte
si sono letteralmente adempiute), ma
ci sono più di 500 profezie
riguardanti la sua seconda venuta.
Molte volte questi due differenti
temi erano mescolati nella medesima
frase.
L'apostolo Pietro metteva
chiaramente in guardia sul fatto che
nei giorni immediatamente precedenti
il ritorno di Cristo falsi dottori
si sarebbero levati nella chiesa e
avrebbero detto: « Dov'è la promessa
della sua venuta? perché dal giorno
in cui i padri (gli apostoli) si
sono addormentati, tutte le cose
continuano nel medesimo stato come
dal principio della creazione » (2
Pietro 3:4).
Caratteristiche del ritorno di
Cristo
Subito dopo la partenza fisica di
Gesù dal monte degli Ulivi e mentre
ancora i suoi discepoli guardavano
fissamente verso l'alto con timore e
meraviglia, fu loro fatta la
seguente promessa: « E come essi
avevano gli occhi fissi in cielo,
mentr'egli (Gesù) se ne andava, ecco
due uomini in vesti bianche si
presentarono a loro e dissero:
"Uomini Galilei, perché state a
guardare verso il cielo? Questo Gesù
che è stato tolto da voi ed assunto
in cielo, verrà nella medesima
maniera che l'avete veduto andare in
cielo" » (Atti 1:10-11).
Le
parole tradotte « nella medesima
maniera » nell'originale sono ancora
più precise in quanto dicono «
esattamente nella medesima maniera
». Esattamente come è partito
fìsicamente, visibilmente e
personalmente dalla terra, così egli
ritornerà. Così come è partito con
le nuvole, così ritornerà.
Il suo ritorno sarà personale,
visibile e fisico
L'apostolo Giovanni ha detto: «
Ecco, egli viene con le nuvole; ed
ogni occhio lo vedrà; lo vedranno
anche quelli che lo trafissero, e
tutte le tribù della terra faranno
cordoglio per lui » (Apocalisse
1:7).
Zaccaria ha predetto il medesimo
quadro 500 anni prima della nascita
di Cristo: « ... ed essi (gli Ebrei
credenti) riguarderanno a me (Gesù),
a colui ch'essi hanno trafitto, e ne
faran cordoglio come si fa cordoglio
per un figliuolo unico... »
(Zaccaria 12:10).
Fare cordoglio per colui che è stato
trafitto vuoi dire riconoscere Gesù
che è stato crocifisso e rigettato.
Ciò richiede una drammatica
apparizione personale e fisica.
Gesù promise davanti al sommo
sacerdote durante il suo processo:
«... anzi vi dico che da ora innanzi
vedrete il Figliuol dell'uomo sedere
alla destra della Potenza (Dio) e
venire sulle nuvole del cielo»
(Matteo 26:64).
Su
questa affermazione si basarono
ufficialmente l'accusa di bestemmia
e la conseguente condanna a morte.
Gesù osò presentarsi come colui che
adempiva alle due più note profezie
riguardanti la venuta nella gloria
del Messia per governare la terra.
La prima, pronunciata prima del 1000
a.C., è dei Salmi: « L'Eterno (Dio,
il Padre) ha detto al mio Signore
(Dio, il Figlio): Siedi alla mia
destra finché io abbia fatto de'
tuoi nemici lo sgabello dei tuoi
piedi » (Salmo 110:1).
La
seconda del 550 a.C. circa è di
Daniele: « Io guardavo, nelle
visioni notturne, ed ecco venire
sulle nuvole del cielo uno simile ad
un figliuol d'uomo; egli giunse fino
al vegliardo, e fu fatto accostare a
lui. E gli furono dati dominio,
gloria e regno, perché tutti i
popoli, tutte le nazioni e lingue lo
servissero; il suo dominio è un
dominio eterno che non passerà, e il
suo regno un regno che non sarà
distrutto » (Daniele 7:13-14).
Nessuna meraviglia se alla corte
suprema ebraica (il sinedrio) venne
il capogiro. Quando Gesù fece la sua
fantastica asserzione in una frase
molto chiara, delle due una: o
buttarsi in ginocchio ed adorarlo, o
ucciderlo. Essi scelsero l'ultima
soluzione.
La sua venuta sarà improvvisa e
sorprendente
Gesù predisse la rapidità del suo
ritorno nella maniera seguente: «
Perché come il lampo esce da levante
e si vede fino a ponente, così sarà
la venuta del Figliuol dell'uomo »
(Matteo 24:27).
Egli disse ancora: « E allora
apparirà nel cielo il segno del
Figliuol dell'uomo; ed allora tutte
le tribù della terra faranno
cordoglio, e vedranno il Figliuol
dell'uomo venire sulle nuvole del
cielo con gran potenza e gloria »
(Matteo 24:30).
«
Infatti, come nei giorni prima del
diluvio si mangiava e si beveva, si
prendeva moglie e s'andava a marito,
fino al giorno in cui Noè entrò
nell'arca, e la gente non si accorse
di nulla, finché venne il diluvio
che portò via tutti quanti, così
avverrà alla venuta del Figlio
dell'uomo. Allora due saranno nel
campo; l'uno sarà preso e l'altro
lasciato; due donne macineranno al
mulino: l'una sarà presa e l'altra
lasciata. Vegliate, dunque, perché
non sapete in quale giorno il vostro
Signore verrà. » (Matteo 24:38-42)
Egli sarà in compagnia dei santi
E'
importante sottolineare che molti
riferimenti al ritorno di Cristo
affermano ch'egli verrà sulle «
nuvole del cielo ». Noi crediamo che
le nuvole si riferiscono alle
miriadi di credenti che in vesti
bianche ritorneranno con Cristo.
In Ebrei 12:1 si parla dei credenti
come di « gran nuvolo di testimoni
». Le nuvole dunque sarebbero i
credenti di tutte le epoche della
chiesa, voi e io, che ritornano in
corpi immortali glorificati e che
sono stati in antecedenza rapiti per
incontrare Cristo nell'aria per
l'ultimo viaggio, prima dei sette
anni di tribolazione sulla terra e
della resurrezione dei santi
dell'Antico Testamento (Apocalisse
19:14).
La
parola « santo » indica qualcuno che
è messo a parte come possesso di Dio
ed è usata per indicare tutti quelli
che hanno creduto in Cristo come
Salvatore. Questa parola è spesso
usata anche per indicare coloro che
accompagneranno Cristo nel suo
ritorno.
Così diceva Zaccaria parlando della
seconda venuta del Messia: « ...e
l'Eterno, il mio Dio verrà, e tutti
i suoi santi con lui » (Zaccaria
14:5).
L'apostolo Giovanni parla del fatto
che i santi che torneranno con
Cristo saranno vestiti di « lino
fino bianco e puro » (Apocalisse
19:14).
Giovanni spiega il perché del lino
bianco: «... e (alla chiesa formata
dai credenti che sono stati rapiti)
le è stato dato di vestirsi di lino
bianco, risplendente e puro: poiché
il lino fino sono le opere giuste
dei santi » (Apocalisse 19:8).
La sua venuta sarà accompagnata da
un giudizio terribile
Quando Gesù venne la prima volta non
fu per giudicare il mondo ma per
salvarlo. Venne come l'Agnello di
Dio che diede la sua vita per
togliere il peccato del mondo.
L'unica condizione stabilita da Dio
era che l'uomo credesse in Cristo
come Salvatore. Oggi la porta della
grazia è ancora aperta, ma presto,
quando tornerà per la seconda volta,
Gesù sarà come un leone per
giudicare quelli che hanno respinto
il libero dono della salvezza dai
peccati. L'uomo avrà dimostrato in
maniera inequivocabile di essere
meritevole di giudizio.
Secondo Zaccaria saranno radunate «
tutte le nazioni per far guerra a
Gerusalemme ». Gli Ebrei viventi
nella zona saranno sull'orlo
dell'annientamento quando Dio darà
loro la forza soprannaturale per
fuggire. Allora Dio continuerà a
lottare per loro e li salverà.
I
piedi di Gesù toccheranno la terra
là dove l'hanno lasciata sul monte
degli Ulivi. L'istante stesso in cui
Gesù la toccherà, con un grande
terremoto la montagna si dividerà in
due. Il gigantesco crepaccio
risultante attraverserà il centro
della montagna da oriente ad
occidente. Ad oriente partirà dalla
punta settentrionale del mar Morto e
ad occidente arriverà al
Mediterraneo (Zaccaria 14).
Zaccaria predice un fatto strano
conseguente alla spaccatura della
terra. I Giudei credenti che si
troveranno a Gerusalemme fuggiranno
verso il crepaccio invece di far la
cosa più naturale e cioè quella di
fuggirne lontano. Essi conosceranno
questa profezia e comprenderanno che
la grande caverna sarà aperta per
loro, in modo che il Signore possa
proteggerli dalla terribile
distruzione che farà cadere sulle
schiere nemiche tutt'intorno.
La
natura delle forze che il Signore
scatenerà in quel giorno contro gli
eserciti radunati nel Medio Oriente
è descritta in Zaccaria 14:12: « E
questa sarà la piaga con la quale
l'Eterno colpirà tutti i popoli che
avran mosso guerra a Gerusalemme: la
loro carne si consumerà mentre
stanno in piedi, gli occhi si
struggeranno loro nelle orbite, e la
loro lingua si consumerà nella loro
bocca. »
Un quadro terrificante, non è vero?
Non vi viene da pensare che questo è
esattamente ciò che accade a chi è
esposto ad un'esplosione
termonucleare?
Il paradiso ristabilito
Il
regno di Dio sarà caratterizzato da
pace vera ed uguaglianza e da una
spiritualità e conoscenza universali
del Signore. Tutti gli uomini
avranno a sufficienza e dimoreranno
in sicurezza. La Grande Società che
i governanti umani hanno sempre
promesso attraverso i secoli e non
hanno mai prodotta, finalmente sarà
realizzata da Cristo il Signore. I
mansueti e non gli arroganti
erediteranno la terra (Isaia 11).
Preludio all'eternità
Come è stato ricordato nei capitoli
8 e 9, Daniele ha predetto i quattro
grandi regni mondiali che saranno
stabiliti nel tempo che va dal sesto
secolo a.C. fino alla venuta del
Messia. Questi regni sono il
Babilonese, il Medo-persiano, il
Greco e il Romano, quest'ultimo con
la sua nuova forma negli ultimi
giorni. Il quinto regno mondiale,
che secondo Daniele assoggetterà la
rinata forma dell'impero romano, è
il regno messianico (Daniele
7:13-27).
Questo regno avrà inizio nel tempo,
con sudditi mortali (Apocalisse
20:4-6), durerà 1000 anni; alla fine
di questo tempo alcuni dei figli dei
credenti venuti su nel regno
passeranno all'incredulità e daranno
inizio ad una ribellione contro
Cristo e il suo governo. Cristo li
giudicherà prima che la ribellione
raggiunga l'attuale livello di lotta
(Apocalisse 20:7-10).
Dopo questo avvenimento non ci sarà
più storia umana con uomini mortali.
Tutti gl'increduli, sembra, saranno
giudicati a causa dell'ultima
ribellione condotta dall'antico
avversario di Dio, Satana. Satana
sarà stato legato per mille anni, ma
poi sarà liberato momentaneamente in
modo da mettere a nudo la ribellione
nei cuori increduli di quelli che
rigetteranno Cristo come Salvatore
(Apocalisse 20:7-8). A questo
momento tutti i mortali assumeranno
una forma immortale ed anche il
regno di Dio, senza cessare
d'esistere, cambierà forma e sarà
ristabilito in un nuovo cielo e una
nuova terra (Apocalisse 21).
La
successione degli avvenimenti è
chiara negli ultimi capitoli
dell'Apocalisse. Innanzi tutto ha
luogo il ritorno di Cristo al
culmine della più grande guerra di
tutti i tempi. Poi Cristo divide i
viventi fra credenti e non credenti;
i non credenti saranno giudicati e
scacciati dalla terra (Apocalisse
20:1-6; cfr. Matteo 25:41-46). Come
terzo passo, Cristo stabilisce il
regno del millennio e i credenti ne
sono i cittadini con l'incarico di
popolarlo (Apocalisse 20:11-15; cfr.
Matteo 25:31-40). Quarto, alla fine
dei mille anni Cristo giudica i
figliuoli che si sono ribellati e
sono divenuti increduli e cancella
completamente i vecchi cieli e la
vecchia terra creandone di nuovi
(Apocalisse 21; Isaia 65:17; 2
Pietro 3:8-13). Questo è il destino
finale di tutte le persone che sono
state redente da Cristo.
Quante volte ci siamo chiesto come
sarà il cielo? Secondo le
indicazioni di brani come Apocalisse
21 e 22 il cielo è un posto reale e
meraviglioso. Non vagabonderemo come
spiriti disincarnati, suonando
l'arpa per tutta l'eternità, come
alcune persone immaginano.
Vivremo in eterno alla presenza di
Dio, coeredi di Cristo, come re e
sacerdoti in eterno, senza più
dolore o lacrime.
Conosceremo una gioia immensa e
senza fine, circondati da una terra
e da un cielo d'indescrivibile
bellezza. Pensate al posto più bello
che abbiate mai visto, ingranditene
la bellezza oltre la vostra capacità
di comprensione, immaginate che cosa
sarebbe senza morte, malattia, ne
altro malanno, e avrete una pallida
idea del cielo.
La
parola tradotta « nuovo » in
Apocalisse 21:1 significa nuovo nel
tipo e nell'ordine, e non soltanto
nuovo riguardo al tempo. Pietro
descrive il processo che Dio userà
per rinnovare il cielo e la terra
ora esistenti: « Ma il giorno del
Signore verrà come un ladro; in esso
i cieli passeranno stridendo, e gli
elementi infiammati si
dissolveranno, e la terra e le cose
che sono in essa saranno arse.
Poiché dunque tutte queste cose
hanno da dissolversi, quali non
dovete voi essere, per santità di
condotta e per pietà, aspettando e
affretando la venuta del giorno di
Dio, a cagion del quale i cieli
infuocati si dissolveranno, e gli
elementi infiammati si struggeranno?
Ma, secondo la sua promessa, noi
aspettiamo nuovi cieli e nuova
terra, nei quali abiti la giustizia
» (2 Pietro 3:10-13).